La sfida della coesione: rilanciare le aree interne in Italia attraverso una governance efficace

22.08.2026 08:35
La sfida della coesione: rilanciare le aree interne in Italia attraverso una governance efficace

Rilancio delle aree interne: l’Europa punta sulla cooperazione e sulla governance efficace

Roma, 22 agosto 2026 – Le aree in difficoltà di sviluppo (aree interne) rappresentano una delle principali sfide per le istituzioni italiane ed europee. La questione non risiede soltanto nella valorizzazione del potenziale di crescita di territori afflitti da spopolamento e mancanza di servizi, ma anche nella reale capacità delle autorità a ogni livello di affrontare questa sfida, riporta Attuale.

Negli ultimi decenni, lo sviluppo si è concentrato nelle aree urbane, generando ricchezza ma ampliando gli squilibri territoriali. Di conseguenza, l’Unione europea ha modificato il proprio approccio: la politica di coesione 2021-2027 mobilita circa 392 miliardi di euro, e la Long-Term Vision for Rural Areas mira a rendere le aree rurali più forti, connesse e prosperose entro il 2040.

In Europa, circa il 30% della popolazione vive in aree rurali. In Italia, la sfida è ancor più complessa: le aree interne coprono il 60% del territorio, comprendono il 48,5% dei Comuni e ospitano 13 milioni di cittadini, quasi un italiano su quattro. Tuttavia, i fondi disponibili non sono sufficienti; è fondamentale avere la capacità di progettazione, coordinamento e trasformazione delle azioni in risultati concreti. Il 21,5% delle famiglie nelle piccole località ha difficoltà a raggiungere una farmacia, e il 56,6% faticano ad accedere a un supermercato. La progressiva riduzione di servizi essenziali come scuola, sanità e trasporti porta inevitabilmente a un declino demografico.

Le amministrazioni pubbliche italiane sono spesso fragili nel gestire progetti complessi e nel costruire partenariati tra Comuni, aziende, università e Terzo settore. La vera infrastruttura delle aree interne non è semplicemente una strada o una rete digitale, ma una pubblica amministrazione competente e reattiva. La crescita delle cooperative di comunità – organizzazioni in cui gli abitanti si uniscono per gestire servizi essenziali come negozi, trasporti e welfare locale – rappresenta un esempio positivo; dal 2021 al 2025, queste realtà sono passate da 188 a 321, distribuite in 70 province. Politiche pubbliche efficaci possono dare impulso all’iniziativa comunitaria, grazie alla capacità di governance locale. Quando le amministrazioni funzionano, anche grandi imprese come Luxottica, Ferrero e Dallara possono stabilirsi in aree precedentemente considerate “periferiche”.

Per l’Europa, ciò implica superare una visione della coesione prevalentemente basata sul trasferimento di risorse, premiando invece la responsabilità individuale e di gruppo, nonché la qualità della governance territoriale. Questo tema sarà al centro del dibattito al Meeting di Rimini, dove parteciperà anche Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea con delega alla Coesione.

La rinascita delle aree interne dipenderà dalla trasformazione dell’amministrazione da anello debole a infrastruttura fondamentale dello sviluppo, attuando la sussidiarietà come criterio di governo, ovvero armonizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti.

* Presidente Fondazione per la Sussidiarietà

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