Il Veneto approva la legge sul fine vita: un importante passo avanti
Roma, 2 settembre 2026 – Il Veneto ha approvato la legge sul fine vita, diventando la quarta regione italiana dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via libera al provvedimento. La legge, di iniziativa popolare, stabilisce “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito” ed è stata approvata dal Consiglio regionale con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari, riporta Attuale.
I lavori d’aula sono ripresi stamattina dopo una sospensione avvenuta ieri nel tardo pomeriggio, durante la quale hanno avuto luogo la conclusione della discussione generale e l’esame degli emendamenti. La legge era stata rinviata in Commissione il 16 gennaio 2024, ma è stata ripresentata nella legislatura attuale, superando con modifiche il nuovo esame dell’assemblea. Gli emendamenti hanno tenuto conto delle osservazioni della Corte costituzionale e di ulteriori proposte dell’esecutivo veneto.
Zaia: “Una risposta doverosa. Schieramento trasversale sui temi etici”
“Con questa legge si approva sostanzialmente, nell’alveo della legittimità giuridica, una procedura che sia rispondente alla gestione, per quanto possibile, dell’eventuale paziente che ha l’ok da parte del comitato etico. È stato doveroso dare questa risposta a quei pochissimi pazienti che si presentano”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. L’ex governatore ha ricordato che in Veneto le domande “sono state 31 dal 2019 ad oggi e solo tre hanno avuto l’autorizzazione del comitato etico”.
“Io ho voluto fin da subito chiarire che non stavamo decidendo di approvare o bocciare il fine vita, viste le proteste e i discorsi che ho letto sui social”, ha aggiunto Zaia. “La verità è che il fine vita in Italia esiste dal 2019 e qualsiasi paziente terminale che ha le quattro caratteristiche – diagnosi infausta, mantenuto in vita da supporti vitali, grave sofferenza fisica e psichica, e libero e cosciente di scegliere – può chiedere alla sua Ulss di valutare la sua situazione per gestire il fine vita”. Come ha osservato Zaia, in Consiglio “c’è stata una profonda discussione di oltre dieci ore, durante le quali sono intervenuti tutti i consiglieri. Sono state esposte chiaramente le ragioni del sì e del no – ha concluso – nel rispetto reciproco in aula”.
“Sia a destra che a sinistra ci sono favorevoli e contrari. Non c’è uno schieramento netto politicamente, quindi l’unica soluzione è che ci si affidi alla libertà di coscienza e che la politica veda temi come questo, che sono dei temi etici, come una ‘no fly zone’ da lasciare solo da percorrere alla libertà di coscienza”, ha concluso Zaia.