La premier Meloni risponde all’appello del padre di Lorena Isceri
La premier Giorgia Meloni ha risposto all’appello di Franco Isceri, padre di Lorena, assassinata dall’ex compagno, dichiarando che le misure finora adottate dal governo non sono sufficienti. Meloni ha evidenziato il raddoppio delle risorse dedicate ai centri anti-violenza e alle case rifugio e il rinforzo del Codice rosso: «Ma quanto fatto non è ancora sufficiente», riporta Attuale.
Le dichiarazioni di Meloni: «Abbiamo potenziato le risorse»
In un post sui social, Meloni ha espresso la sua solidarietà verso il dolore di Franco Isceri e ha sottolineato gli sforzi del suo governo: «In questa legislatura, anche grazie al contributo di tutte le forze politiche in Parlamento, abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, prevenendo la chiusura di molte di queste strutture. Abbiamo potenziato il reddito di libertà e reso il femminicidio un reato autonomo», ha dichiarato la presidente del Consiglio.
«Ma la morte di Lorena è una sconfitta per tutti»
Meloni ha sottolineato che «ognuna di queste morti è una sconfitta per tutti noi». Di fronte al tragico destino di Lorena Isceri, ha affermato: «Nessuno può pensare che le azioni intraprese siano sufficienti». Ha promesso ulteriori interventi per migliorare gli strumenti esistenti e per trovare nuove soluzioni «prima che sia troppo tardi». La premier ha concluso affermando che il governo continuerà a lottare per le vittime e le loro famiglie, promettendo di agire «nel nome di Lorena».
L’appello del padre di Lorena Isceri
Il messaggio della premier è giunto in risposta al video-appello di Franco Isceri, dove chiedeva un’azione unitaria da parte della politica: «Sono un padre distrutto. Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più», aveva esortato, rivolgendosi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai rappresentanti delle istituzioni. Isceri ha anche elencato le priorità, invitando a lavorare nelle scuole e a potenziare i centri anti-violenza e gli strumenti normativa. Con un profondo dolore, ha descritto sua figlia come una donna «educata, studiosa» e ha condiviso il suo lutto dicendo che ora i suoi sogni sono stati «sepolti» con lei, insieme alla «voglia di vivere di una famiglia distrutta».