Obama avverte sui rischi dell’intelligenza artificiale durante un evento a New York
Barack Obama, ex presidente degli Stati Uniti, ha messo in guardia sui potenziali pericoli dell’intelligenza artificiale (AI), sottolineando che se non sarà adeguatamente regolamentata, potrebbe diventare «pericolosa» nelle mani private. Durante un evento di raccolta fondi a porte chiuse a New York, Obama ha affermato che l’AI dovrebbe essere una delle questioni centrali della politica americana, riporta Attuale.
«Se fossi candidato alla presidenza, questo sarebbe uno dei miei temi centrali», ha dichiarato l’ex presidente, spiegando che l’agenda dovrebbe concentrarsi su sicurezza, protezione dei bambini e lavoro. Ha sollevato interrogativi sugli effetti della tecnologia sull’occupazione, ponendo domande cruciali su cosa accadrebbe se ci fosse una perdita di posti di lavoro a causa dell’automazione e come il sistema di protezione sociale risponderebbe a tali sfide.
Obama ha inoltre esortato il Congresso a creare un quadro normativo e a promuovere una «discussione pubblica» riguardo ai rischi e alle conseguenze legate all’AI, evidenziando che questa tecnologia è simile ad altre potenzialmente pericolose, come quella nucleare, ma senza i «vincoli naturali e fisici» che ne regolano lo sviluppo.
Le preoccupazioni di Obama si allineano con quelle dei leader dell’industria tecnologica che spingono per un’accelerazione dello sviluppo dell’AI. Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha recentemente invitato a «rallentare» lo sviluppo dei modelli più avanzati per garantire che i controlli di sicurezza possano tenere il passo con le capacità delle macchine. Ha proposto l’implementazione di valutatori indipendenti e standard comuni tra le aziende.
Anche Sam Altman, CEO di OpenAI, ha sostenuto questa idea di rallentare il progresso e rafforzare i controlli. Durante le stesse discussioni, Jacob Coxon ha rivelato che l’industria sta avanzando verso sistemi in grado di diventare autonomi senza aver risolto i problemi di sicurezza. Coxon ha avvertito che l’AI potrebbe rappresentare una minaccia esistenziale entro la fine del decennio, una dichiarazione supportata da altri ricercatori nel settore.
Dal canto suo, Donald Trump ha riconosciuto che l’AI necessita di regolamentazioni, ma ha avvertito che un rallentamento della tecnologia possa favorire la Cina nella corsa alla leadership globale. Durante un intervento in Irlanda, ha derubricato le preoccupazioni sui potenziali scenari catastrofici come esagerati, sostenendo che «chi vince sull’AI» dominerà la competizione tecnologica.