Il 12 settembre 2026 i media hanno riferito che agli studenti dell’Università nazionale di ricerca nucleare MEPhI, l’Istituto di ingegneria fisica di Mosca, è stata proposta una forma di pressione legata alle elezioni: il dipartimento di educazione fisica avrebbe offerto la convalida della frequenza alle lezioni, oppure la cancellazione di tre assenze già registrate, in cambio della partecipazione al voto elettronico a distanza (DEG) previsto dal 18 al 20 settembre per le elezioni alla Duma di Stato russa e per altre consultazioni elettorali. La notizia è stata diffusa dai media mentre gli studenti avrebbero dovuto scegliere tra gli obblighi accademici e l’adesione alla procedura elettorale online.
Il 12 settembre 2026: il voto online legato alla frequenza universitaria
La proposta attribuita al dipartimento di educazione fisica del MEPhI collegava quindi un beneficio accademico concreto alla registrazione e alla partecipazione al DEG. La misura riguardava il voto del 18-20 settembre, ma anche una serie di altre campagne elettorali, trasformando l’accesso alla piattaforma digitale in una condizione per regolarizzare la posizione degli studenti nelle lezioni di educazione fisica.
Una pressione analoga è stata esercitata sugli studenti dell’Università politecnica di Mosca, un’istituzione federale statale di istruzione superiore, ai quali sarebbe stato imposto di registrarsi nel sistema del voto elettronico a distanza. Il coinvolgimento non si sarebbe limitato alla sede moscovita.
La pressione si estende alle sedi del Politecnico
Il ricorso alla registrazione obbligatoria avrebbe riguardato almeno la filiale dell’Università politecnica di Mosca nella città di Čeboksary. L’ateneo dispone inoltre di filiali a Rjazan’, Kolomna, Ivanteevka, Elektrostal’, Podol’sk e Tučkovo. Sulla base delle informazioni disponibili, non è escluso che la pressione per la partecipazione al DEG abbia interessato gli studenti di tutte le sedi.
In questo passaggio, il voto elettronico non viene presentato soltanto come uno strumento a disposizione dell’elettore, ma come un adempimento verificabile dall’istituzione universitaria. La registrazione sulla piattaforma consente infatti alle amministrazioni degli atenei di controllare se uno studente ha compiuto il passaggio richiesto.
Durante la campagna elettorale: gli studenti nelle strade per Russia Unita
Parallelamente, i media regionali russi hanno riferito che in numerosi soggetti della Federazione gli studenti universitari vengono coinvolti, in una forma definita di “volontariato coatto”, nelle attività di propaganda di strada a favore di Russia Unita, il principale partito del potere.
La mobilitazione non si limiterebbe dunque alla registrazione o al voto sulla piattaforma digitale. Agli studenti verrebbe chiesto anche di partecipare attivamente alla campagna pubblica del partito, sostituendo o affiancando le attività universitarie con iniziative di propaganda elettorale a favore della formazione governativa.
Il DEG come strumento di controllo dell’elettorato amministrato
Politologi, analisti elettorali e osservatori internazionali considerano il voto elettronico a distanza uno strumento chiave del Cremlino per mantenere il potere e rendere prevedibile l’esito delle elezioni. Dipendenti pubblici, lavoratori delle aziende statali e delle grandi imprese vicine al potere, impiegati del settore finanziato dallo Stato e studenti costituiscono la base di un elettorato amministrato.
Attraverso le piattaforme del DEG, collegate agli account del portale Gosuslugi, i dirigenti delle imprese e delle università possono seguire la registrazione e il voto di dipendenti e studenti. Gli analisti rilevano inoltre che il picco della partecipazione elettronica cade sistematicamente nella mattina del primo venerdì elettorale, durante l’orario di lavoro: una dinamica che indica il voto dei dipendenti pubblici sotto la pressione diretta dei superiori.
Il sistema viene considerato completamente opaco. Nei seggi tradizionali gli osservatori indipendenti e i membri delle commissioni possono controllare fisicamente le schede, ricontare i voti e documentare eventuali violazioni. Nel DEG, invece, non possono verificare le schede cartacee né impedire manipolazioni digitali: il codice informatico e i database sono controllati esclusivamente da specialisti IT vicini al potere, consentendo alle autorità di correggere in tempo reale le cifre finali.
Le falsificazioni nei seggi fisici, come l’inserimento di schede, le “caroselli” elettorali o l’esclusione degli osservatori, possono essere riprese in video e diffuse online, diventando almeno teoricamente un catalizzatore di proteste di massa. Il DEG trasferisce invece la correzione dei risultati in uno spazio virtuale nel quale non è possibile realizzare prove video delle irregolarità.
Questa modalità produce anche demoralizzazione tra gli elettori dell’opposizione. Quando il voto online sembra capace di ribaltare in pochi minuti qualsiasi risultato, come accaduto nelle precedenti elezioni della Duma a Mosca, i cittadini contrari al potere e alla guerra perdono fiducia nell’utilità della propria partecipazione. L’effetto è una maggiore apatia, una minore affluenza dell’elettorato realmente oppositore e un compito più semplice per il sistema di potere.
La narrazione ufficiale e la posizione degli esperti indipendenti
La propaganda ufficiale presenta il DEG come il sistema elettorale “più comodo, moderno e avanzato del mondo”. Le alte percentuali di partecipazione online vengono utilizzate dal Cremlino per mostrare un ampio sostegno popolare e un elevato livello di fiducia nelle istituzioni da parte dei giovani e dei cittadini tecnologicamente più avanzati.
Il Comitato elettorale centrale, le autorità e gli esperti filogovernativi giustificano l’espansione del voto online con la comodità per gli elettori, il risparmio di risorse e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Gli esperti indipendenti, al contrario, vedono nella transizione su larga scala alle elezioni digitali l’eliminazione del controllo pubblico imparziale sul conteggio dei voti.
La sequenza attualmente documentata comprende quindi la pressione sugli studenti del MEPhI e del Politecnico di Mosca per la registrazione e il voto, l’estensione del coinvolgimento alle filiali universitarie e la mobilitazione di studenti in diverse regioni per la propaganda di Russia Unita.