Le elezioni svedesi e la sfida del centrosinistra: una vittoria che sorride all’Unione Europea
Dopo il No referendario di Reykjavík e la valanga nera di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt, se i numeri dovessero essere confermati, l’esito delle elezioni svedesi dovrebbe strappare un sorriso all’Unione europea. Il presidente del gruppo dei Socialisti e democratici del Parlamento europeo, Iratxe García Pérez, esulta per l’ufficiosa vittoria di Magdalena Andersson e del partito Socialdemokratena, con la coalizione di centrosinistra in leggerissimo vantaggio (49,4%) sul centrodestra (49,1%): “Una Svezia progressista è una buona notizia per tutta l’Europa. È tempo di tornare leader!”, riporta Attuale.
Lo scrutinio, tuttavia, non è ancora concluso, con l’ultimo dato certificato fermo al 94% dello spoglio. Solo domani inizierà il conteggio dei voti anticipati e di quelli provenienti dall’estero, e i risultati definitivi sono attesi per giovedì. I leader dei vari partiti sono rimasti piuttosto abbottonati, evitando proclami di vittoria o ammissioni di sconfitta. Il processo di conteggio in Svezia è notoriamente lungo e prevede anche un riconteggio dei consigli amministrativi regionali, che porterà a un esito certificato e definitivo. Si ricorda che nel 2022 gli exit poll avevano previsto una vittoria del centrosinistra, ma a governare fu Ulf Kristersson con una coalizione di destra.
Attualmente, il vantaggio del centrosinistra è di soli tre seggi sul centrodestra (176 seggi per i primi, 173 per i secondi), ma potrebbe ridursi a uno solo (175 e 174). Nonostante ciò, i vertici del Partito Socialdemocratico, il gruppo più votato, hanno già avviato colloqui per tracciare la road map verso la formazione del nuovo esecutivo. Tuttavia, governare si prospetta complesso, dato che i socialdemocratici, guidati da Magdalena Andersson, dovranno equilibrare le difficili e talvolta contraddittorie richieste delle forze della coalizione, in particolare le incertezze riguardo a un’alleanza con il Partito della Sinistra e quello di Centro.
Il segretario dei socialdemocratici, Tobias Baudin, ha espresso una forte convinzione che i partiti troveranno un compromesso per giungere a un accordo. “Saremo pronti ad assumerci le nostre responsabilità”, ha dichiarato Andersson. “Per il momento siamo in testa e se questo verrà confermato, la Svezia avrà un nuovo governo.” Dall’altra parte, il premier uscente Kristersson non si dà per vinto: “Non abbiamo ancora un risultato definitivo. La questione su chi governerà resta aperta.”
Al di là dell’esito finale, due elementi sono positivi per l’Ue: il rallentamento dell’estrema destra di Jimmie Åkesson (sotto il 18%) e la probabile continuazione di una politica filoccidentale da parte di Stoccolma, indipendentemente dall’esito elettorale. Resta difficile, secondo l’agenzia Reuters, prevedere gli effetti di queste votazioni sulle politiche migratorie e sull’economia.
Non capisco come possano essere così incerte queste elezioni in Svezia. Da noi in Italia sembra che dopo ogni voto si sa già tutto nel giro di un giorno. E se Andersson alla fine vince, sarà un bel segnale per l’Europa, ma il gioco di alleanze sarà complesso… chissà cosa ne verrà fuori!