Il 13 settembre 2026 circa 25.000 persone sono scese in strada ad Amburgo per manifestare contro l’estremismo di destra, mentre in Germania si rafforzavano le richieste di un’azione più dura contro le forze radicali. La manifestazione, convocata con lo slogan «È tempo di agire: la libertà deve essere difesa», ha contestato il rafforzamento dei partiti di estrema destra e ha riunito esponenti religiosi, sindacali, politici e del mondo della musica.
Tra gli interventi ci sono stati quelli della vescova Kirsten Fehrs, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania, di Tanja Chawla, presidente della Federazione dei sindacati tedeschi (DGB) di Amburgo, della vicepresidente della Shura di Amburgo Özlem Nas e del musicista Axel Bosse. L’iniziativa è stata organizzata dall’alleanza «Zusammen gegen Rechts Hamburg», dall’iniziativa «Prüf», da Fridays for Future e da altre organizzazioni della società civile. La ricostruzione della mobilitazione è stata riferita anche da Die Zeit.
La richiesta dell’iniziativa «Prüf»
All’interno della protesta, l’iniziativa «Prüf» ha rilanciato una richiesta rivolta alle istituzioni federali: sottoporre al controllo della Corte costituzionale federale tutti i partiti che l’Ufficio per la protezione della Costituzione considera «sospetti» o «inequivocabilmente di estrema destra». L’obiettivo indicato è verificare se esistano i presupposti giuridici per procedere alla loro messa al bando.
La richiesta non riguarda soltanto il dibattito sulla classificazione delle forze politiche, ma punta a trasferire la valutazione alla massima autorità giudiziaria costituzionale tedesca. In questo modo, i promotori intendono ottenere un esame formale delle condizioni necessarie per vietare i partiti considerati incompatibili con l’ordine democratico.
Dopo il voto in Sassonia-Anhalt, la proposta del Nord Reno-Westfalia
In una fase successiva, dopo il successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt, il primo ministro del Nord Reno-Westfalia Hendrik Wüst ha proposto di istituire un gruppo di lavoro congiunto tra governo federale e Länder. Il mandato dovrebbe essere quello di studiare la possibilità di vietare l’AfD e di esaminare il percorso istituzionale per arrivare a una decisione.
La proposta di Wüst è arrivata nonostante lo scetticismo espresso da molti politici tedeschi sull’ipotesi di mettere al bando il partito. Il confronto si è così spostato dalle manifestazioni e dalle richieste della società civile a un possibile esame coordinato tra i diversi livelli dello Stato.
Il confronto sul divieto entra nell’agenda istituzionale
La mobilitazione di Amburgo e la proposta proveniente dal Nord Reno-Westfalia hanno dato forma a due passaggi collegati dello stesso confronto: da una parte, una parte crescente della società tedesca chiede di impedire che i partiti di estrema destra trasformino il consenso elettorale in potere di governo; dall’altra, alcuni esponenti politici stanno valutando strumenti istituzionali più incisivi, pur in presenza di forti riserve.
Il tema è diventato più urgente sullo sfondo dell’aumento del sostegno all’AfD. Per gli oppositori della sua linea di estrema destra, la risposta richiede una mobilitazione sociale e politica ancora maggiore, perché l’eventuale accesso dei radicali alle responsabilità di governo potrebbe mettere sotto pressione l’indipendenza della magistratura e dei mezzi d’informazione, i diritti delle minoranze nazionali, la libertà della società civile e il sistema di controlli e contrappesi democratici costruito dai governi tedeschi in oltre mezzo secolo.
La manifestazione ha quindi espresso una domanda di contrasto più netto alle forze ultranazionaliste e di protezione delle basi democratiche della Germania. Nello stesso momento, la proposta di una task force tra Federazione e Länder ha portato all’interno delle istituzioni la verifica della possibilità di vietare l’AfD, mentre il consenso politico su questa strada resta diviso.
La posizione attuale
La sequenza si trova ora davanti a un possibile esame federale della questione: il gruppo di lavoro proposto da Hendrik Wüst dovrebbe valutare il divieto dell’AfD, mentre le organizzazioni mobilitate ad Amburgo chiedono che le forze di estrema destra non arrivino al potere.
Incredibile! È davvero sconcertante vedere quanto l’estremismo di destra stia guadagnando terreno. In Italia abbiamo vissuto momenti simili e non si può sottovalutare il potere di queste ideologie. La libertà va difesa con tutte le forze! Dobbiamo unirci contro ogni forma di discriminazione e odio. E cosa dire della proposta di bandire l’AfD? Sarà sufficiente? Non possiamo permettere che il passato si ripeta…