Roma, 15 settembre 2026 – Il generale Roberto Vannacci potrebbe diventare un elemento cruciale nello Stabilicum. Con l’approvazione del nuovo sistema elettorale da parte del Senato, la posizione di Futuro Nazionale all’interno della coalizione di centrodestra risulterà determinante per stabilire quale sarà il governo, a seconda dei recenti sondaggi che attribuiscono a FN circa l’8%. Questa situazione è stata evidenziata dalla simulazione effettuata da YouTrend per Sky Tg24, che ha valutato i possibili risultati elettorali con lo Stabilicum sulla base delle attuali intenzioni di voto, mettendo a confronto due scenari: uno in cui il partito del generale è parte della coalizione di centrodestra e uno in cui corre autonomamente, riporta Attuale.
Scenario 1: FN con il centrodestra
Nel primo scenario, Futuro Nazionale si presenta insieme a Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati. La coalizione di centrodestra con lo Stabilicum sarebbe in grado di ottenere 226 seggi alla Camera su 400, superando la soglia dei 201 necessaria per la maggioranza assoluta, e 117 seggi al Senato su 205, contro i 103 richiesti. Al contrario, il campo largo, composto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e +Europa, si fermerebbe a 157 deputati e 74 senatori. Questa distribuzione rafforza ulteriormente il peso politico di FN. Alla Camera, Fratelli d’Italia conquisterebbe 125 seggi, Forza Italia 35, Futuro Nazionale 35, Lega 26 e Noi Moderati 5. Nel campo largo, il PD eleggerebbe 79 deputati. Al Senato, la distribuzione vedrebbe FdI con 63 seggi, Forza Italia 19 e Futuro Nazionale 19.
Scenario 2: FN fuori dal centrodestra
Se Vannacci decidesse di presentare FN al di fuori della coalizione di centrodestra, il risultato cambierebbe drasticamente. In questo caso, il premio di maggioranza andrebbe al campo largo, che raggiungerebbe 221 deputati e 110 senatori, superando la soglia della maggioranza assoluta. La mancanza di Futuro Nazionale nel centrodestra porterebbe la coalizione a ottenere solo 139 seggi alla Camera e 69 al Senato, mentre il partito del generale otterrebbe 25 deputati e 12 senatori. Nel dettaglio, alla Camera, il PD raggiungerebbe 110 deputati, mentre in senato 55 seggi. FdI scenderebbe a 91 deputati.
Il peso del premio di maggioranza
La comparazione tra i due scenari mette in luce l’impatto significativo del nuovo sistema elettorale. Non è solo il consenso di Futuro Nazionale a essere cruciale, ma anche la sua posizione strategica. Il premio di maggioranza attribuisce 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione vincente, collocandola in una posizione di forza. Questa simulazione riflette il panorama attuale, come se si votasse oggi, sulla base delle intenzioni di voto fornite da YouTrend. Non si tratta dunque di una previsione per future elezioni, ma chiarisce le sfide che gli schieramenti affrontano nel presentarsi agli elettori.
Simulazione con l’attuale legge
Secondo YouTrend, nel caso si votasse con il sistema attuale del Rosatellum, lo scenario di FN dentro il centrodestra porterebbe a circa 219 deputati e 106 senatori. Con FN autonomo, entrambi i principali schieramenti non raggiungerebbero la maggioranza alla Camera; al Senato, il campo largo si attesterebbe su 107 seggi.
Le percentuali dei partiti secondo l’ultimo sondaggio
Lo Stabilicum è progettato per generare un vincitore definito, rendendo quindi cruciale la composizione delle coalizioni. Secondo l’ultima rilevazione YouTrend per Sky Tg24, il partito di Vannacci è accreditato del 7,9%, superando Forza Italia a 7,1%. Fratelli d’Italia rimane il primo partito con il 26,5%, seguito dal PD con il 22,2% e il M5S al 12,6%.
La partita delle preferenze
In aggiunta, la nuova legge elettorale introduce cambiamenti significativi nel sistema di elezione dei parlamentari, includendo i capilista bloccati e il meccanismo delle preferenze per gli altri candidati. Secondo stime di YouTrend, con questa nuova legge, circa il 43% del Parlamento potrebbe essere eletto tramite preferenze. La modifica del premio di maggioranza suggerisce che circa il 50% degli eletti nelle liste della coalizione vincente giungerebbe tramite preferenze, rispetto a circa il 30% delle altre liste. Si prevede anche l’elezione di 8 deputati e 4 senatori all’estero, selezionati secondo il sistema previsto. Il nuovo quadro elettorale quindi comporta una doppia sfida: quella tra le coalizioni per il premio di maggioranza e quella interna ai partiti per ottenere seggi attraverso il voto popolare.