I seggi vicini di Mosca mostrano anomalie a favore di Russia Unita

22.09.2026 13:35
I seggi vicini di Mosca mostrano anomalie a favore di Russia Unita
I seggi vicini di Mosca mostrano anomalie a favore di Russia Unita

Il 21 settembre 2026 i media hanno riferito di una forte anomalia nei risultati delle elezioni per la Duma di Stato russa a Mosca: in seggi confinanti, situati nello stesso distretto e con una composizione comparabile dell’elettorato, i dati attribuiti ai partiti di opposizione e a Russia Unita mostrano scarti difficili da conciliare. Le segnalazioni, rilanciate anche dal canale «Possiamo spiegare», riguardano in particolare il distretto Babushkinsky della capitale.

21 settembre 2026: il contrasto nei seggi del distretto Babushkinsky

Nei seggi elettorali numero 857, 859, 861 e 875, Russia Unita, il partito del potere, ha ottenuto tra il 12,7% e il 22,14% dei voti. In tutti e quattro i casi è rimasta dietro ad almeno una delle altre forze considerate e, in alcuni seggi, a entrambe.

Nelle stesse sezioni, il Partito comunista della Federazione Russa ha raccolto tra il 28,9% e il 32,63%, mentre Nuove Persone ha raggiunto percentuali comprese tra il 21,45% e il 35,12%. Il risultato descrive quindi, nello spazio ristretto di uno stesso quartiere, una competizione nella quale il partito al governo non è riuscito a prevalere e ha registrato consensi nettamente inferiori a quelli delle forze concorrenti.

La sezione 871 e lo scarto con i seggi confinanti

Il quadro cambia bruscamente nella vicina sezione numero 871. Qui, secondo i dati riportati, Russia Unita avrebbe ottenuto esattamente il 50% dei voti. Il Partito liberal-democratico russo, indicato con l’acronimo LDPR, avrebbe raggiunto il 43,2%, mentre il Partito comunista si sarebbe fermato al 2,53%.

Nella stessa sezione Nuove Persone avrebbe ricevuto zero voti, nonostante nei seggi immediatamente vicini avesse ottenuto percentuali comprese tra il 21,45% e il 35,12%. È proprio questo dato a essere indicato come uno degli elementi più significativi dell’anomalia: un risultato pari a zero per una forza parlamentare che registra un sostegno consistente nelle sezioni confinanti viene considerato matematicamente e statisticamente irrealistico in condizioni di competizione elettorale ordinaria.

Gli osservatori hanno sottolineato che, in un’area con elettori comparabili e con sezioni collocate nello stesso distretto, il consenso tende normalmente a distribuirsi in modo più graduale. Il passaggio da percentuali elevate a zero voti per Nuove Persone e, nello stesso tempo, dal 12-22% di Russia Unita al 50% nella sezione 871 viene invece letto come un segnale di intervento artificiale nello scrutinio o nella redazione dei verbali.

Dalla discrepanza locale ai dubbi sui risultati complessivi

La sequenza dei dati ha alimentato accuse di manipolazione a favore del partito di governo. L’attribuzione a Russia Unita di un risultato esattamente pari al 50% in una sezione, a fronte di percentuali molto più basse nelle sezioni vicine, è stata interpretata come un possibile esempio di adeguamento manuale dei numeri a obiettivi prestabiliti.

Secondo la lettura proposta dagli osservatori, gli scarti tra i seggi del distretto Babushkinsky non rappresentano semplicemente differenze nelle preferenze politiche dei residenti. Le «oscillazioni» registrate su una porzione compatta della capitale vengono ricondotte a un’applicazione selettiva delle risorse amministrative: in alcuni seggi la falsificazione sarebbe stata condotta in modo evidente, mentre in altri i risultati sarebbero stati modificati con maggiore discrezione per avvicinarli alle percentuali richieste dagli organi superiori.

Il caso di Mosca viene così inserito in una valutazione più ampia del voto per la Duma di Stato del 2026. Le anomalie tra sezioni vicine sono considerate una conferma della distanza tra la statistica ufficiale e gli orientamenti effettivi dell’elettorato. In questa prospettiva, il voto non avrebbe funzionato come uno strumento per determinare un possibile cambiamento politico, ma come una procedura destinata a legittimare risultati già definiti dal Cremlino.

I risultati preliminari della Commissione elettorale centrale

Nonostante le violazioni segnalate e le differenze riscontrate nei verbali delle sezioni moscovite, i risultati preliminari della Commissione elettorale centrale russa indicano Russia Unita come il partito nettamente vincitore delle elezioni per la Duma di Stato. La formazione del potere si colloca al primo posto nel conteggio complessivo, mentre le anomalie locali non hanno modificato l’esito ufficiale provvisorio.

Per gli osservatori, la contraddizione tra i risultati dei seggi 857, 859, 861 e 875 e quelli della sezione 871 rafforza la tesi di un controllo integrale del processo elettorale da parte del regime di Vladimir Putin, anche nella capitale. La ricostruzione dei dati di Babushkinsky viene inoltre considerata un ulteriore passaggio nella delegittimazione dell’istituto elettorale russo.

La situazione attuale è quindi segnata da un contrasto tra le anomalie documentate nei seggi vicini di Mosca e l’esito preliminare della Commissione elettorale centrale, che assegna comunque la vittoria a Russia Unita.

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