Le reazioni della politica dopo l’approvazione del Decreto scuola
Lo scontro tra maggioranza e opposizione si intensifica dopo l’approvazione del Decreto scuola da parte del Consiglio dei ministri, al termine di una settimana di accesi dibattiti. Questo provvedimento stabilisce un tetto del 30% per gli studenti stranieri non proficienti nella lingua italiana e vieta l’uso del burqa e del niqab all’interno delle scuole, riporta Attuale.
Le dichiarazioni di Giorgia Meloni e Matteo Salvini
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha giustificato l’iniziativa come un “strumento di buonsenso che non divide, ma aiuta a integrare realmente, evitando classi-ghetto e garantendo a tutti gli studenti pari opportunità”. Ha sottolineato l’importanza di sostenere chi ha più difficoltà e di mantenere un quadro di regole ben definite. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha celebrato l’approvazione, definendo il decreto fondamentale per “mettere ordine in una giungla” durante una conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri.
In risposta, l’opposizione ha manifestato la propria indignazione, definendo il decreto come “vergognoso”. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha criticato il governo, affermando che l’iniziativa rappresenta un tentativo di mascherare l’incapacità di affrontare i problemi concreti della scuola pubblica. Schlein ha ribadito che “la scuola è aperta a tutti”, come stabilito dalla Costituzione italiana.
Schlein ha evidenziato che i problemi reali riguardano le condizioni degli edifici scolastici, che hanno subito 68 crolli e registrato 80.000 infortuni nell’ultimo anno, insieme ai costi elevati che le famiglie devono affrontare per i libri di testo. “Dopo quattro anni di tagli e mancate investimenti nell’edilizia scolastica, si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli”, ha dichiarato, criticando aspramente il governo Meloni.
Le parole di Nicola Fratoianni
Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, ha condiviso la posizione di Schlein, descrivendo la situazione come “propaganda indegna”. Ha affermato che nella scuola non ci sono bambini diversi, ma piuttosto ragazzi che studiano, giocano e vivono insieme ai loro coetanei.
Cosa succede adesso
Il decreto non è ancora operativo; per entrare in vigore deve essere sottoscritto dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A partire da quel momento, il decreto sarà effettivo, sebbene il tetto per la formazione delle classi prime entrerà in vigore solo nell’anno scolastico 2027/2028. In ogni caso, il Parlamento avrà 60 giorni per convertirlo in legge, pena la sua decadenza.