La Corte Suprema Usa ripristina le espulsioni di migranti verso paesi terzi senza garanzie

29.09.2026 22:05
La Corte Suprema Usa ripristina le espulsioni di migranti verso paesi terzi senza garanzie

La Corte Suprema degli Stati Uniti autorizza le espulsioni verso paesi terzi

Martedì, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato il via libera al governo del presidente Donald Trump per continuare le espulsioni di migranti verso paesi diversi da quelli di origine, senza garantire loro la possibilità di contestare il trasferimento per il rischio di subire persecuzioni o torture, riporta Attuale.

Questa decisione si configura come provvisoria, poiché sospende gli effetti di una precedente sentenza che aveva bloccato tali pratiche, in attesa di una valutazione della Corte sulla loro legalità. Le espulsioni verso i cosiddetti «paesi terzi» rappresentano un elemento chiave nel programma di espulsioni di massa del presidente Trump. Il governo statunitense ritiene che tali misure siano necessarie nei casi in cui i paesi d’origine rifiutano di accogliere i loro cittadini o quando questi non possono essere rimandati a causa dei rischi che correbbero.

Tuttavia, le organizzazioni per i diritti dei migranti criticano questa politica, affermando che comporta il rischio di trasferimenti in paesi con cui i migranti non hanno alcun legame, esponendoli a potenziali violenze o detenzioni arbitrarie. Il 18 settembre scorso, una Corte d’appello federale di Boston aveva stabilito che prima di procedere con l’espulsione di un migrante verso un paese diverso da quello d’origine, il governo dovesse informarlo riguardo alla destinazione e concedergli la possibilità di contestare il trasferimento, qualora temesse di subire persecuzioni o torture.

Il governo Trump ha quindi fatto ricorso alla Corte Suprema per ottenere la sospensione di questi obblighi, puntando a riprendere le espulsioni senza ulteriori vincoli. La questione rappresenta un tema centrale nel dibattito sull’immigrazione e i diritti umani negli Stati Uniti, evidenziando le tensioni tra la necessità di sicurezza nazionale e il rispetto dei diritti fondamentali delle persone in cerca di asilo.

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