Francesco: un’icona celebrata ma poco ascoltata nella lotta per la pace e l’ambiente
Il 4 ottobre torna l’attenzione su San Francesco, figura che continua a conquistare il cuore di credenti e non, attivisti e istituzioni. Tuttavia, il rischio è trasformarlo in un simbolo rassicurante e poco interrogativo, riporta Attuale.
In un anno che segna l’ottocentesimo anniversario della sua morte, è fondamentale riconoscere che Francesco è celebrato ma lamentabilmente poco ascoltato, soprattutto riguardo alla questione ambientale. San Francesco non osservava la natura da una distanza contemplativa; la considerava parte di una comunità, chiamandola “sorella” e “fratello”. Nel Cantico delle creature, l’assenza di sentimentalismo evidenzia una visione rispettosa del legame tra l’uomo e il mondo, riconoscendo che nulla è posseduto in modo assoluto, ma tutto è affidato a noi. Eppure, la nostra società continua a consumare e inquinare senza riguardo, dimenticando la responsabilità che comporta il nostro rapporto con la terra.
La voce di Francesco è altrettanto silenziata nella questione della pace. Il suo tempo, pur essendo caratterizzato da violenza come il nostro, ha visto la sua scelta per l’incontro piuttosto che per il conflitto. Nel 1219, infatti, attraversò le linee nemiche della quinta crociata per dialogare con il sultano al-Malik al-Kamil. Oggi, mentre i conflitti si moltiplicano e la corsa agli armamenti cresce, il dialogo e la mediazione, un passo difficile ma necessario verso la pace, rimangono spesso ignorati. La vera sfida è riconoscere e accogliere l’altro.
Infine, la fraternità è il concetto forse più audace e significativo ereditato da Francesco. Per lui, il fratello non era solo chi gli era simile; includeva il povero, il lebbroso, lo straniero e persino il nemico. La fraternità non era una semplice idea, ma una pratica di vita concreta. Oggi, le solitudini e le disuguaglianze aumentano, e insistiamo nella difesa piuttosto che nell’incontro.
Il 4 ottobre non dovrebbe limitarsi a essere una celebrazione; dovrebbe rappresentare una riflessione profonda. Francesco apprezzerà senza dubbio le numerose iniziative straordinarie e le celebrazioni che il mondo sta intraprendendo, ma è essenziale che noi sviluppiamo la radicalità delle sue domande. A ottocento anni dalla sua morte, il modo migliore per onorarlo è cominciare ad ascoltarlo, ricordando le sue ultime parole: “Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”.