Cosa è successo
Richard Gere ha rilasciato un video a sostegno di ActionAid, chiedendo che la migrazione venga gestita senza condizioni disumane, riporta Attuale. Il video ha scatenato una nuova controversia con il vicepremier Matteo Salvini, che ha risposto criticando l’attore e definendolo un «radical chic che vive nel lusso». Gere ha dichiarato che la gestione dei flussi migratori dovrebbe rispettare il diritto di chiedere asilo, sottolineando che le politiche migratorie devono tenere conto delle persone coinvolte, «che cercano sicurezza per se stesse e per la propria famiglia».
Il report di ActionAid: nel 2025 record di persone nei CPR italiani
Nel video, Gere evidenzia che la detenzione e la deportazione non rappresentano soluzioni efficaci. Il nuovo report di ActionAid, intitolato Espulsioni, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, mette in luce una significativa contraddizione: «Più detenzione non significa più rimpatri. Nel 2025, gli ingressi nei Cpr in Italia hanno raggiunto il record di 6.835 persone, ma solo il 25,3% è stato effettivamente rimpatriato». L’attore fa notare che il trattenimento limita la libertà personale, chiedendo di riflettere sulla legittimità di queste misure.
Salvini risponde e invita l’attore solo a recitare
Salvini ha risposto al video di Gere tramite Instagram, sottolineando: «Il ricco signore che doveva testimoniare contro di me per mandarmi in galera perché avevo chiuso i porti ai clandestini, torna ad attaccare l’Italia e gli Italiani». Il vicepremier ha chiesto se siano considerati razzisti coloro che non accolgono tutti gli immigrati proposti dall’attore, esortando Gere a «continuare a fare l’attore (peraltro bravo) ma evita di dare lezioni non richieste agli Italiani».
Quando e perché Salvini e Gere si erano già scontrati
Questa non è la prima controversia tra Gere e Salvini; il loro conflitto risale all’estate del 2019, quando l’attore si era schierato a favore dell’organizzazione non governativa Open Arms. In quel periodo, Salvini era ministro dell’Interno e si trovava ad affrontare accuse di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio per aver negato lo sbarco di 147 migranti. Gere, in quelle circostanze, intervenne sulle navi dell’ong e dichiarò la sua disponibilità a testimoniare nel processo contro il leader della Lega, ma non riuscì mai a farlo a causa dell’impossibilità di recarsi in Italia.
Foto copertina: ANSA | L’attore Richard Gere e il vicepremier Matteo Salvini