Mattarella firma tre grazie di clemenza, tra cui per il gioielliere condannato per duplice omicidio

08.10.2026 07:15
Mattarella firma tre grazie di clemenza, tra cui per il gioielliere condannato per duplice omicidio

Mattarella firma tre grazie, incluso un gioielliere condannato per duplice omicidio

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre grazie di clemenza individuale, con il parere favorevole del ministro della Giustizia e dopo la consueta istruttoria. Per motivi di privacy, due dei provvedimenti non riportano il nome dei destinatari. Tuttavia, il terzo riguarda Guido Gianni, condannato a 12 anni e 4 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio avvenuti nel 2008 durante una rapina nella sua gioielleria a Nicolosi (Catania). Il Capo dello Stato ha concesso una grazia parziale, riducendo la pena di tre anni e due mesi, portandola a quattro anni, il che consente al Tribunale di sorveglianza di valutare la possibilità di affidamento in prova al servizio sociale, riporta Attuale.

Questa decisione richiama l’attenzione su una vicenda simile che ha coinvolto un altro gioielliere, Mario Roggero, condannato nel 2025 a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante un assalto al suo negozio. La moglie di Roggero, Mariangela Sardone, ha richiesto una grazia al Capo dello Stato, sostenuta da alcune forze politiche, tra cui il leader della Lega Matteo Salvini, il quale ha commentato con entusiasmo: “Una bellissima notizia. Sono felice per lui e la sua famiglia. Chi viene aggredito nella propria attività, vede la moglie minacciata e reagisce per difendere se stesso e i propri cari non può essere trattato come un criminale. La difesa è sempre legittima”.

Anche nel caso di Gianni, a battersi per lui è stata la moglie, Maria Angela Distefano, che nel 2022 ha lanciato una petizione online per richiedere la grazia. “Ha difeso me, la sua vita e quella di un cliente”, affermava. Gianni ha dichiarato di aver sparato due colpi in aria per intimidire i rapinatori, che gli hanno però puntato una pistola alla gola, innescando una colluttazione. Tuttavia, secondo la ricostruzione degli esperti, i colpi mortali sarebbero stati esplosi mentre i banditi cercavano di fuggire. Il pubblico ministero aveva richiesto 17 anni di reclusione. “Ho sparato per difendere la vita di mia moglie e la mia, ho difeso la mia famiglia, non volevo uccidere”, ha affermato Gianni durante le indagini.

Gli altri due provvedimenti riguardano condanne per reati legati agli stupefacenti. A. A., condannato a 7 anni, ha ricevuto la grazia sulla pena residua di 5 anni, 5 mesi e 10 giorni, a causa delle gravi condizioni di salute. G. B., condannato a 10 anni, ha beneficiato di una grazia parziale di un anno e 9 mesi, valutando il suo percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare e le condizioni di salute della figlia minore. In entrambi i casi, la pena residua rientra nei limiti che permettono l’eventuale affidamento in prova.

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