Mattarella firma tre decreti di grazia, inclusa la clemenza per Guido Gianni

07.10.2026 19:35
Mattarella firma tre decreti di grazia, inclusa la clemenza per Guido Gianni

Mattarella concede grazia a tre detenuti, tra cui il gioielliere che uccise rapinatori

Roma, 7 ottobre 2026 – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia, inclusi provvedimenti a favore di Guido Gianni, il gioielliere di Catania che ha ucciso due rapinatori nel 2008, e di altri due condannati. Questi decreti sono stati adottati ai sensi dell’art. 87 comma 11 della Costituzione, e il Ministro della Giustizia ha formulato un avviso favorevole al termine della prescritta istruttoria, riporta Attuale.

Il primo decreto riguarda A. A., 54 anni, condannato a sette anni di reclusione per reati legati agli stupefacenti. La grazia è stata concessa per la pena residua da espiare, tenendo conto della gravità delle condizioni di salute del condannato e dei pareri favorevoli delle Autorità giudiziarie competenti.

Il secondo decreto si applica a Guido Gianni, 66 anni, condannato a 12 anni e 4 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio durante un tentativo di rapina. Il Presidente ha concesso una grazia parziale, estinguendo tre anni e due mesi della sua pena, considerato il periodo già scontato di cinque anni e tre mesi. Questo provvedimento consente ora a Gianni di espiare una pena inferiore ai quattro anni, che potrebbe permettere l’affidamento in prova al servizio sociale.

Nel 2023, la moglie di Gianni, Maria Angela Distefano, aveva sollevato un appello per la liberazione del marito, sostenendo che fosse “colpevole solo di averla difesa” durante la rapina, e denunciando le gravi condizioni di salute che aveva subito in carcere.

Il terzo decreto è stato concesso a G. B., nato nel 1981, condannato a 10 anni di reclusione per reati legati agli stupefacenti tra il 2002 e il 2009. Anche per lui, la grazia parziale ha estinto un anno e nove mesi di pena, tenendo conto del suo percorso di reinserimento sociale e delle delicate condizioni di salute di una figlia minore.

Queste decisioni evidenziano il complesso bilanciamento tra giustizia e clemenza, sollevando discussioni nelle opinioni pubbliche italiane su come affrontare casi di autodifesa e il trattamento dei detenuti.

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