Cosa può fare l’esercito a Milano? Limiti e poteri delle forze armate nella sicurezza pubblica

24.10.2026 03:35
Cosa può fare l’esercito a Milano? Limiti e poteri delle forze armate nella sicurezza pubblica

Milano, 24 ottobre 2026 – I militari sono impiegati per garantire la sicurezza pubblica nelle piazze, con modalità di intervento mirate e coordinate, riporta Attuale.

1. Quali sono i perimetri dell’intervento

Il ruolo dei militari è chiaro: potenziare la sicurezza del territorio attraverso la sorveglianza dei siti sensibili e il pattugliamento, affiancando le Forze di polizia. Non si tratta di sostituire la polizia di Stato o i carabinieri, ma di aggiungere un elemento visibile di sicurezza per contribuire alla prevenzione dei reati. La gestione di cortei e manifestazioni è di competenza delle autorità di pubblica sicurezza e delle Forze di polizia. I militari operanti nell’ambito di Strade sicure non devono gestire i cortei o gli assembramenti e le loro funzioni sono limitate a vigilanza e sicurezza legate alle mansioni specifiche loro assegnate.

2. Hanno la facoltà di arrestare le persone?

Pur non avendo il compito di gestire i cortei, durante l’esercizio delle loro funzioni, i militari possono identificare persone e effettuare perquisizioni immediate, anche su mezzi di trasporto, secondo quanto previsto dalla legge. In caso di reato, possono procedere all’arresto solo nei casi specificati dall’articolo 383 del Codice di procedura penale, che concede a chiunque la facoltà di arrestare una persona colta in flagranza di determinati delitti. La persona arrestata deve essere tempestivamente consegnata alla polizia giudiziaria. Pertanto, la loro capacità di arresto è limitata e non conferisce le stesse prerogative di indagine possedute dagli organi di polizia giudiziaria.

3. In quali casi possono usare le loro armi?

Possedere un’arma non permette ai militari di utilizzarla in ogni circostanza. L’uso è regolato dalle norme vigenti, tra cui la legittima difesa secondo l’articolo 52 del Codice penale e l’uso legittimo delle armi come previsto dall’articolo 53, consentito per prevenire gravi delitti, inclusi omicidio e strage. In caso di aggressione, il militare deve valutare l’effettiva gravità del pericolo, rispettando i principi di necessità e proporzionalità. Sono equipaggiati con armi da fuoco, strumenti di difesa come sfollagente e giubbotti antiproiettile, ma non hanno a disposizione manette, taser o spray al peperoncino.

4. Quali rapporti con le Forze di polizia?

Il successo del sistema di sicurezza dipende dalla sinergia tra le diverse forze. I militari offrono una presenza visibile e presiedono gli obiettivi strategici, contribuendo alla prevenzione. Polizia di Stato, carabinieri e Polizia locale mantengono le loro competenze investigative, mentre la cooperazione operativa evita sovrapposizioni e ottimizza le risorse disponibili. In situazioni che richiedono indagini, vengono coinvolti gli organi competenti, assicurando che la collaborazione rimanga fondamentale per la sicurezza pubblica.

5. In quali luoghi può essere utile il loro impiego?

I militari possono essere dislocati in luoghi strategici come stazioni ferroviarie e della metropolitana, aeroporti e sedi istituzionali, oltre a luoghi di culto e obiettivi sensibili identificati dalle autorità. Durante manifestazioni, possono presidiare aree del centro città che potrebbero essere vulnerabili, svolgendo un ruolo deterrente. Questa assegnazione permette alle Forze di polizia di concentrare le risorse su prevenzione e gestione dell’ordine pubblico, con decisioni sui luoghi di presenza assunte dalle autorità competenti secondo le specifiche esigenze di sicurezza.

6. Come si svolge l’addestramento preliminare?

I militari assegnati a queste funzioni ricevono una preparazione adeguata per il contesto operativo. Sono addestrati a interagire con il pubblico in situazioni pacifiche e intervenire rapidamente in caso di emergenze. Tuttavia, non hanno un addestramento specifico per la gestione di manifestazioni o disordini. Ricevono formazione al combattimento e all’uso delle armi, con esercitazioni regolari, oltre a corsi di autodifesa e primo soccorso.

7. Chi coordina e organizza la loro azione?

I militari operano sotto la direzione dei prefetti nel contesto delle strategie di sicurezza stabilite dalle autorità competente. Il prefetto, in qualità di figura di pubblica sicurezza provinciale, definisce le necessità e l’impiego sul territorio. Il questore, come autorità tecnica, coordina i servizi di ordine e sicurezza pubblica. Allo stesso tempo, il personale militare segue la propria catena di comando per garantire il corretto svolgimento delle operazioni sul campo. La distinzione tra responsabilità operative locali e comandi militari è essenziale per un efficace impiego delle risorse militari.

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