Il Trattato di Kensington: Nuove Dimensioni nella Sicurezza Europea
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Il triangolo di alleanze è ora completo. A una settimana dalla visita di Emmanuel Macron nella capitale britannica, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha siglato ieri il «Trattato di Kensington», un accordo di fondamentale importanza tra Gran Bretagna e Germania dalla conclusione della Seconda Guerra mondiale, focalizzato sulla cooperazione in ambito di sicurezza e difesa, riporta Attuale.
Con l’aggressione russa in Ucraina e le incertezze legate alla politica estera statunitense di Donald Trump, le tre maggiori potenze europee stanno assumendo un ruolo attivo per garantire la sicurezza del continente. Il triangolo Londra-Parigi-Berlino definisce d’ora in poi i confini entro cui si muoverà la difesa dell’Europa. Merz ha sottolineato che entrambi i paesi, Gran Bretagna e Germania, possiedono trattati con la Francia e, con l’aggiunta del nuovo accordo di ieri, questi patti sono «complementari». Non è stato un caso che la sua visita a Londra sia seguita immediatamente a quella di Macron.
Il Trattato di Kensington è stato firmato al Victoria & Albert Museum e, come ha osservato Merz, «l’unione fra la regina Vittoria e suo marito tedesco, il principe Alberto, durò un’intera vita ed è stata una felice unione». Questo accordo comprende lo sviluppo congiunto di un sistema di missili a lungo raggio e un impegno di assistenza reciproca: ogni minaccia a uno dei due paesi sarà considerata come una minaccia all’altro. Sebbene non intenda sostituirsi all’ombrello della NATO, in un momento in cui le dichiarazioni di Trump sulla Alleanza atlantica hanno suscitato dubbi, il nuovo accordo rappresenta un’iniezione di sicurezza.
Durante i colloqui, Merz ha anche invitato Francia e Gran Bretagna a estendere il loro deterrente nucleare all’Europa. L’accordo recentemente siglato da Starmer e Macron si muove nella stessa direzione. Germania e Gran Bretagna hanno convenuto di collaborare strettamente per affrontare le minacce ibride, quali attacchi a infrastrutture critiche e reti informatiche, settori che si presume possano essere sotto attacco da parte del Cremlino. Inoltre, è stata confermata una collaborazione su intelligenza artificiale, tecnologia quantistica e progetti a lungo termine, come i collegamenti energetici nel Mare del Nord e una linea ferroviaria diretta tra Londra e Berlino.
Nei colloqui tra Starmer e Merz, un argomento centrale è stata l’Ucraina. Il cancelliere tedesco ha annunciato che Kiev riceverà presto missili a lungo raggio, capaci di colpire nel profondo della Russia, seguendo la recente decisione di Trump di rafforzare l’arsenale ucraino. Merz ha affermato che Kiev ha bisogno di questa capacità per migliorare la propria difesa e ha assicurato che «molto presto riceverà un supporto aggiuntivo», accennando a un intervento previsto in tempi brevi.
Il recente annuncio di Trump riguardo la ripresa delle forniture di armi all’Ucraina è stato considerato «molto importante»: i paesi europei ne supporteranno i costi, con la Germania che contribuirà in modo significativo, sebbene i dettagli siano ancora in fase di definizione. I ministri della Difesa europei stanno lavorando alla logistica necessaria, chiarendo che Merz ha specificato come gli europei invieranno armi a Kiev e successivamente acquisteranno le sostituzioni dagli Stati Uniti. Riguardo alla «coalizione dei volenterosi» che dovrebbe garantire la sicurezza all’Ucraina in caso di cessate il fuoco, Starmer ha affermato che oltre a un contributo aereo-navale, ci sarà anche una componente terrestre, ovvero la presenza di truppe sul campo, un aspetto che aveva sollevato dubbi nelle settimane precedenti.
Pochi risultati sono emersi dalla discussione riguardo alla lotta contro l’immigrazione irregolare e la mobilità giovanile, se non un’intesa per facilitare le visitazioni a Londra degli studenti tedeschi. Merz ha colto l’occasione per esprimere il suo «profondo rammarico» per la Brexit. Tuttavia, grazie all’importanza crescente delle questioni di difesa, nelle quali il ruolo britannico è imprescindibile, Londra ha già riconquistato il suo posto centrale in Europa, nonostante l’uscita dall’Unione Europea.