Appello europeo per il diritto alla casa: Unione Inquilini e movimenti chiedono criteri vincolanti
La questione dell’accessibilità abitativa in Europa torna al centro del dibattito. I gruppi di inquilini e gli eurodeputati di The Left hanno presentato oggi, 20 luglio 2025, alla Camera dei Deputati un Appello europeo per il diritto alla casa. L’iniziativa richiede alla Commissione europea di stabilire criteri che definiscano un’abitazione come accessibile solo quando il suo costo non supera il 20-30% del reddito del locatario, riporta Attuale.
Secondo i rappresentanti degli inquilini, la semplice determinazione di un prezzo inferiore a quello di mercato non è sufficiente. In particolare, l’eurodeputata di Avs, Benedetta Scuderi, mette in guardia sui pericoli di un approccio che valuti l’accessibilità solo in relazione al mercato, sottolineando come questo possa tradursi in profitti per i costruttori lasciando fuori chi ha realmente bisogno di abitazioni a prezzi sostenibili.
L’appello ha come obiettivo di evitare che gli investimenti europei finiscano a finanziare profitti per i grandi fondi immobiliari. “Si è deciso di mettere il profitto sopra i diritti”, ha dichiarato Scuderi, aggiungendo che la speculazione viene spesso presentata come una soluzione alla crisi abitativa.
Critiche alla nuova politica abitativa dell’Unione Europea
Questa iniziativa arriva in un momento in cui l’Unione Europea sta tentando di sviluppare una politica comune per l’abitare. Il 16 dicembre 2025, la Commissione ha presentato un Piano europeo per l’edilizia accessibile, che si articola in quattro pilastri: aumento dell’offerta abitativa, mobilitazione di investimenti pubblici e privati, supporto a riforme e protezione delle fasce più vulnerabili.
Le misure proposte comprendono la semplificazione delle autorizzazioni edilizie e modifiche agli aiuti di Stato. Tuttavia, gli organizzatori dell’appello sono preoccupati che l’enfasi sull’aumento dell’offerta e sulla mobilitazione di capitali privati possa non portare a risultati tangibili per chi cerca alloggi accessibili. Scuderi avverte che senza un criterio oggettivo, l’“accessibilità” potrebbe finire per essere misurata solo in relazione ai già elevati prezzi di mercato.
Critiche al governo italiano: La speculazione è la nuova normalità?
In questo contesto, Benedetta Scuderi ha evidenziato come l’Italia rappresenti un esempio negativo di politiche abitative che privilegiano la speculazione. Ha citato l’uso dei fondi del Pnrr per progetti di studentati di lusso come un chiaro segnale che l’accessibilità rimane un obiettivo lontano. “Queste soluzioni non sono alla portata della maggior parte degli studenti”, ha affermato.
La proposta del Piano casa del governo Meloni, secondo Scuderi, non garantisce che i nuovi edifici siano realmente accessibili per gli bisognosi. “Utilizzeremo risorse pubbliche per alimentare la speculazione immobiliare, e questo è inaccettabile”, ha sottolineato.
Critiche simili arrivano da Angelo Bonelli, che ha contestato il budget destinato al recupero degli alloggi popolari, definendo le ristrutturazioni promesse insufficienti rispetto ai costi reali del mercato.
Le risorse destinate al riarmo sottratte al bene comune
L’eurodeputata Ilaria Salis ha evidenziato come l’aumento delle spese militari sottragga risorse destinate al welfare e ai servizi pubblici. “La casa è il diritto di tutti i diritti”, ha affermato, sottolineando che senza un accesso adeguato al housing, non è possibile esercitare altri diritti fondamentali.
La risposta all’appello è chiara: “Richiediamo investimenti massivi nelle case popolari, un tetto ai prezzi degli affitti e limiti sugli affitti brevi”, ha concluso Salis, auspicando un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni locali nelle decisioni abitative.
Raccolta firme fino al 30 luglio
La raccolta adesioni proseguirà fino al 30 luglio, in concomitanza con un’assemblea di associazioni e movimenti di diversi Paesi europei. Il documento sarà presentato al commissario europeo per l’Energia e la Casa, Dan Jørgensen, in vista di una successiva iniziativa a Bruxelles per garantire che le proposte siano accolte.