Trump fatto scendere segretamente dall’Air Force One in Turchia per minaccia iraniana
A luglio, il presidente statunitense Donald Trump è stato fatto scendere segretamente – e utilizzando un carrello del cibo – dall’Air Force One, che doveva portarlo dalla Turchia all’Inghilterra, a seguito di una credibile minaccia di attacco iraniano contro di lui, riporta Attuale.
La rimozione di Trump dall’aereo ha sollevato interrogativi: se la minaccia era considerata reale, perché non sono stati evacuati anche i politici, i funzionari e i giornalisti che viaggiavano con lui? Tra i presenti c’era il segretario di Stato Marco Rubio, ma non è chiaro se fosse al corrente del pericolo.
È prassi comune prendere misure straordinarie per proteggere il presidente e mantenere segrete tali misure per garantire la loro efficienza. Tuttavia, è raro che la Casa Bianca non informi le persone coinvolte, in particolare i giornalisti che hanno viaggiato ignari sulla stessa aeromobile di Trump.
Un giornalista anonimo ha dichiarato al Washington Post che lui e i suoi colleghi “si prendono dei rischi come parte del lavoro, ma non al posto del presidente”.
Analoghe misure erano state adottate nel 2000, quando il presidente Bill Clinton si era trasferito dall’India al Pakistan durante un periodo di alta minaccia terroristica. In quel caso, la stampa fu avvisata preventivamente dello scambio aereo che avvenne senza destare sospetti.
Clinton, che pretendendo di salire su un aereo militare, cambiò traiettoria e si imbarcò su un Gulfstream non identificabile, permettendo alla stampa di sapere che il presidente non era con loro. La situazione attuale con Trump, invece, ha suscitato un acceso dibattito sulla trasparenza e sulle procedure di sicurezza.
Trump ha viaggiato in Turchia con un nuovo Boeing 747-8 fornito dal Qatar, per poi decidere di volare in Inghilterra con il vecchio Air Force One per ragioni di nostalgia. Quest’ultimo, tuttavia, era dotato di misure di sicurezza avanzate che sembravano necessarie in risposta alla minaccia iraniana.
Recentemente, Jacqui Heinrich, presidente dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, ha espresso le sue preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza e ha chiesto chiarimenti sui rischi che i giornalisti hanno affrontato senza essere informati.
Le relazioni fra Trump e la stampa sono state da tempo tese. Il presidente accusa frequentemente i giornali di diffondere notizie false e ha intrapreso azioni legali contro le testate che pubblicano articoli critici, chiedendo risarcimenti ingenti. Infine, dal suo secondo mandato, ha cercato di influenzare e limitare le attività di media che percepisce come ostili.