Liberati dopo un mese: Gli attivisti italiani tornano da Libia
Due attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, e un cittadino italo-uruguaiano, Matias Alvarez Rodriguez, sono stati liberati dopo un mese di detenzione in Libia e atterreranno oggi all’Aeroporto di Fiumicino, a Roma, riporta Attuale.
Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha annunciato la buona notizia tramite un post su X, esprimendo la sua felicità per la liberazione degli attivisti. Ha inoltre confermato che Matias Alvarez Rodriguez è stato affidato al Console a Bengasi e che l’operazione di liberazione è stata frutto di un intenso lavoro diplomatico, per il quale ha ringraziato il personale della Farnesina e l’intelligence italiana.
La Global Sumud Flotilla ha espresso la propria gioia per il ritorno degli attivisti, dichiarando che non vedono l’ora di riabbracciarli a Fiumicino alle 12.50. Tuttavia, hanno anche sottolineato la loro determinazione a chiedere giustizia per la detenzione che hanno subito, ritenuta priva di accuse chiare. Un mese fa, i due attivisti erano stati rapiti in Libia mentre cercavano di garantire un passaggio sicuro per un convoglio umanitario diretto a Gaza.
In un comunicato, la Global Sumud Italia ha espresso la propria amarezza nei confronti di un governo che celebra il successo della liberazione senza affrontare le violazioni subite dai propri cittadini. Hanno criticato in particolare il Ministro Tajani per il “silenzio assordante” dei trenta giorni passati e per la mancanza di una condanna formale delle violazioni del diritto internazionale durante la detenzione degli attivisti.
“Esigiamo che le nostre istituzioni si muovano con interventi diplomatici ad alto livello, includendo formali condanne contro le violazioni del diritto, sanzioni mirate contro i responsabili e la sospensione di ogni forma di cooperazione”, ha affermato la Global Sumud Italia. “La liberazione di Dina e Domenico è un primo passo, ma la comunità internazionale non può chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti umani.”