Milano – L’ultimo post sui social risale allo scorso 12 ottobre, quando aveva ripubblicato alcuni scatti di una vacanza al mare di fine agosto, nei giorni in cui aveva compiuto 19 anni. Meno di un mese dopo, il 4 novembre, Aurora Livoli è sparita nel nulla, allontanandosi volontariamente dalla casa di Monte San Biagio, borgo di seimila anime in provincia di Latina, in cui viveva con i genitori adottivi, riporta Attuale.
La tragica rivelazione
Nel primo pomeriggio di oggi, i carabinieri del Comando provinciale di via Moscova hanno diffuso due frame del video per cercare di identificare la persona rimasta fino a quel momento senza nome. Qualche ora dopo, il padre di Aurora si è presentato nella caserma di Fondi, dicendo di aver riconosciuto il volto immortalato dall’occhio elettronico. La diciannovenne, che nei mesi precedenti si era già allontanata da casa in altre occasioni (ma mai per periodi così lunghi), ha contattato per l’ultima volta i genitori la mattina del 26 novembre: li ha rassicurati sulle sue condizioni di salute, ma ha aggiunto di non avere intenzione di rientrare, senza fornire indicazioni sul luogo in cui era.
La denuncia di scomparsa
La denuncia di scomparsa è stata presentata il 10 dicembre: dagli archivi delle forze dell’ordine, non risulta che Aurora sia mai stata fermata per un controllo; di conseguenza, non si sa quando sia arrivata a Milano né se avesse amici o conoscenti a cui chiedere un appoggio, anche se pare che padre e madre, preoccupati dal fatto che la figlia potesse frequentare cattive compagnie, avessero il sospetto che si trovasse proprio nel capoluogo lombardo. La ragazza si era diplomata lo scorso anno all’Itis Pacinotti di Fondi, lo stesso istituto frequentato (seppur nella sede distaccata di Santi Cosma e Damiano) dal quattordicenne Paolo Mendico, suicida a settembre per presunti episodi di bullismo.
Al setaccio i filmati
Sul fronte delle indagini, gli specialisti del Nucleo investigativo stanno continuando a setacciare i filmati per individuare l’uomo che era con Aurora. I fotogrammi mostrano che la diciannovenne cammina davanti senza movimenti che facciano ritenere che fosse costretta a fare qualcosa contro la sua volontà: lui le sta subito dietro, è alto una ventina di centimetri di più, indossa un giubbotto scuro, è magro e ha capelli ricci corti. Ora i militari, coordinati dal pm Antonio Pansa, hanno un elemento in più su cui lavorare: il numero del cellulare di Aurora, che non è stato ritrovato. Da quel numero, gli investigatori possono risalire ai contatti recenti per ricostruire la rete di conoscenze e avere un quadro più preciso sugli ultimi giorni. Domani è in programma l’autopsia, che dirà una parola definitiva sulle cause del decesso.
È davvero straziante leggere di queste situazioni, soprattutto quando ci sono minori coinvolti. Ma come hanno fatto i genitori a non accorgersi di nulla prima? Ci sono così tanti segnali che spesso vengono ignorati… Spero si possa fare luce su questa triste vicenda e che la ragazza riposi in pace.