Il 3 gennaio 2026 il quotidiano tedesco Berliner Morgenpost ha riferito che nel catalogo della fiera industriale “Metalloobrabotka 2025”, tenutasi a Mosca, compaiono i nomi di due aziende tedesche: il produttore di strumenti di misura Mahr (Gottinga, Bassa Sassonia) e il costruttore di macchine utensili Spinner (Sauerlach, Baviera). La loro presenza risulta significativa poiché strumenti di misura ad alta precisione e macchine per la lavorazione dei metalli rientrano nelle liste di sanzioni dell’Unione europea come beni a duplice uso, potenzialmente impiegabili in ambito militare.
Nel catalogo, Mahr è associata alla società russa Mahr Service, che utilizza il logo dell’azienda tedesca e dichiara di fornire e riparare le sue apparecchiature. Una portavoce di Mahr ha tuttavia affermato di non essere a conoscenza di alcun legame con tale società. Nel documento compare anche la società cinese Eumaspinner, produttrice di macchine utensili e dichiarata partner di lunga data di Spinner; secondo il quotidiano tedesco, l’azienda cinese potrebbe utilizzare illegalmente il marchio. Entrambe le imprese tedesche hanno dichiarato di non aver partecipato alla fiera e di non esportare in Russia né direttamente né tramite intermediari.
Catene di fornitura opache e rischio di aggiramento delle sanzioni
Secondo i dati citati dal Berliner Morgenpost, nel database delle importazioni russe per il 2024 e il 2025 compaiono 161 voci relative a Mahr, per un valore complessivo di circa 2,2 milioni di euro in micrometri e altri strumenti di misura, con Mahr indicata come produttore. Spinner è menzionata 16 volte, con presunte forniture di macchine utensili prodotte nel 2023 e di apparecchiature usate, per un valore stimato di 6,8 milioni di euro. Le spedizioni sarebbero avvenute tramite aziende con sede in Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti, India e altri Paesi extra UE, non soggetti alle restrizioni europee.
La vicenda evidenzia come complesse catene di approvvigionamento internazionali possano compromettere il controllo sull’utente finale e facilitare l’elusione delle sanzioni. Anche qualora i produttori europei non fossero consapevoli della destinazione finale dei loro prodotti, il caso solleva interrogativi sulla responsabilità aziendale e sulla necessità di rafforzare i meccanismi di export control, inclusa la sorveglianza sull’uso dei marchi e delle reti di distribuzione.
Implicazioni politiche e strategiche per l’Unione europea
Strumenti di misura di precisione e macchine per la lavorazione dei metalli sono elementi essenziali per la produzione militare moderna. L’accesso a tali tecnologie incide direttamente sulla capacità della Federazione Russa di sostenere la produzione seriale di missili, sistemi di artiglieria e componenti per droni. La loro presenza sul mercato russo, anche indiretta, riduce l’efficacia delle sanzioni e contribuisce al proseguimento della guerra contro l’Ucraina.
Il caso delle aziende tedesche mostra le vulnerabilità del regime sanzionatorio europeo, che spesso non è accompagnato da strumenti sufficienti di controllo e applicazione. Esperti e osservatori sottolineano la necessità di indagini coordinate a livello UE sui flussi commerciali, sui distributori e sull’uso dei marchi in Paesi terzi, nonché l’eventuale introduzione di sanzioni secondarie contro intermediari che facilitano tali pratiche. In assenza di misure più incisive, il rischio è un indebolimento strutturale delle sanzioni come strumento di politica estera e di difesa dei valori europei.