Proteste nel settore dei trasporti e dell’agricoltura per l’aumento dei prezzi del carburante
L’impennata dei prezzi dei carburanti, con il gasolio che ha superato la soglia critica di 2,40 euro al litro, ha innescato proteste nel settore dei trasporti e dell’agricoltura. Con minacce di sciopero generale, fermi dei mezzi e blocchi stradali, le categorie economiche denunciano costi di gestione insostenibili e chiedono interventi immediati al governo e alle aziende, riporta Attuale.
In prima linea ci sono gli autotrasportatori siciliani, che incroceranno le braccia dalle ore 00:01 di venerdì 16 ottobre fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. Il coordinatore del Comitato autotrasportatori, Salvatore Bella, ha dichiarato che la protesta non prevede manifestazioni di piazza, ma i camion rimarranno fermi nei piazzali e i semirimorchi non verranno ritirati dai porti. Alla base dello stop, oltre al mancato pagamento della prima annualità del Sea Modal Shift entro giugno, c’è l’assenza di soluzioni adeguate per contrastare gli incessanti aumenti del gasolio.
In Calabria, la mobilitazione contro il caro carburante è già iniziata con l’iniziativa “L’Italia scende in piazza”, promossa dal Movimento popolare nazionale e da diverse sigle agricole. Circa duemila manifestanti, guidati da Giancarlo Greco e Antonio Zangari, stanno attuando blocchi stradali intermittenti, garantendo solo il passaggio dei mezzi di soccorso. Questa protesta unisce agricoltori, pescatori, autotrasportatori e famiglie, tutti colpiti dall’aumento dei costi e dalle importazioni sleali. Anche nel trasporto aereo, la tensione è alta: la Uiltrasporti ha proclamato 4 ore di sciopero nazionale per domani per il personale Enav e Techno Sky, denunciando la perdita del potere d’acquisto dei lavoratori, carenze d’organico, turni critici e il ritardo nel rinnovo del contratto integrativo.
I sindacati dei taxi si uniscono al coro di proteste contro il costante aumento dei prezzi del carburante. Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti segnalano una situazione divenuta insostenibile negli ultimi mesi. Per questa categoria, nonostante i tentativi di contenere i prezzi da parte di alcuni operatori energetici, uno sciopero generale sembra inevitabile se non verrà fornito un sostegno straordinario da parte del governo. Tra le richieste principali avanzate, è urgente un pacchetto d’emergenza per contenere le perdite di esercizio, che includa la riduzione delle accise, il potenziamento del credito d’imposta e lo sblocco dei decreti attuativi ancora in sospeso.