Chiusura del forum “Phica”: un trionfo per le donne contro la violenza online
Le denunce si sono moltiplicate nelle ultime ore, arrivando da tutta Italia: ragazze di ogni età e provenienza hanno raccontato la propria esperienza. Poco dopo mezzogiorno, è stato pubblicato un comunicato che annunciava la chiusura di “Phica”, il forum che pubblicava foto di donne senza consenso. “Hanno chiuso il sito, sto piangendo”, scrive Mary Galati, 26 anni, una delle prime a denunciare pubblicamente l’orrore vissuto, riporta Attuale.
Mary ha scoperto l’esistenza del forum nel maggio 2023, quando una conoscente le segnalò la testimonianza di un’altra ragazza: in quelle pagine c’erano anche le sue foto. “Mi sono iscritta – spiega – non era facile, dovevi fingere di essere un uomo. Una volta entrata ho visto l’orrore”.
Nel sito erano presenti “categorie” inquietanti: mariti postavano le mogli, fratelli le sorelle, cugini le cugine. Donne ritratte in gesti quotidiani – come preparare il caffè la mattina – diventavano oggetto di commenti sessuali, alimentati da un continuo scambio tra utenti. “Ho visto padri postare foto delle figlie, anche ragazzine e bambine in costume, chiedendo: ‘Cosa ne pensi di mia figlia?’”. Mary ha trovato persino sezioni dedicate a bariste e commesse, con nome e cognome, e utenti che compravano vestiti su Vinted per farsi mandare foto indossati. “Nonostante cercassi le mie foto, ho pianto disperata: nessuna donna poteva sentirsi al sicuro, dalle bambine alle ottantenni”.
Tutte le immagini di Mary erano state prese dal suo profilo Instagram e caricate da un utente ossessionato, che le spacciava per una sua ex o amante, indicando anche nome, cognome e paese d’origine. “C’erano oltre 400 commenti. Leggerli è stato devastante: ‘Peccato che non sono della Sicilia, me la sarei presa da viva e da morta’. Sono corsa in bagno a vomitare”.
Mary ha deciso di parlarne con i genitori e, insieme a un’altra ragazza del suo stesso paese, anch’ella vittima del forum, ha sporto denuncia ai Carabinieri e alla Polizia Postale, senza però ricevere risposte concrete. “Dal 2023 non ho mai smesso di denunciare su Instagram, avvisando altre ragazze nella mia stessa situazione e mostrando loro il forum: ho contattato persone da tutta Italia, non mi sono mai fermata. Le incoraggiavo a denunciare insieme e davo il mio supporto”.
“Mi ha fatto male non ricevere alcuna parola di conforto dalle ragazze del mio paese, che sapevano ma sono rimaste in silenzio. E non è mai arrivata una risposta concreta nemmeno dalle autorità, nonostante il sito fosse aperto dal 2005. Sempre nel 2023 ho deciso di lanciare una petizione online per chiedere la chiusura del sito”, afferma Mary.
Dopo lo scandalo generato dal gruppo “Mia Moglie”, Mary ha deciso di farsi sentire ancora di più. “Su Instagram la gente locale non mi ha dato sostegno, così ho scelto di cambiare social: ho aperto un account su X e ho raccontato la mia storia”. I suoi tweet hanno registrato oltre un milione di visualizzazioni. “Ho fatto scoppiare il caso mediatico: nelle ultime ore tante ragazze mi hanno chiesto di verificare se anche le loro foto erano state caricate lì, perché da sole non ce la fanno, non hanno il coraggio. La petizione in pochi giorni è passata da tremila a oltre 160 mila firme”.
“Sto un po’ meglio, sto capire quello per cui lotto da due anni. Spesso mi sono chiesta se avrei dovuto rivolgermi prima ai social che alle forze dell’ordine: quante ragazze avrei potuto salvare?”, si domanda. “In queste ore ho ricevuto tantissimi messaggi, da chi mi chiede aiuto a chi mi dimostra sostegno. Ma anche tante minacce: utenti del sito mi scrivono e poi disattivano i profili, così da non essere rintracciati. È come se gli stessi togliendo un passatempo”.
Attualmente, Mary è seguita da un avvocato che le ha garantito tutela. E promette di non fermarsi: “Parliamo di oltre 720mila iscritti, molti dei quali sono arrabbiati con me. Ma continuerò finché non sarà chiuso tutto. Non hanno il coraggio di metterci la faccia, e io mi aggrappo a questa consapevolezza”.