Chiusura delle indagini per il caso Chiara Poggi: Andrea Sempio indagato per omicidio volontario aggravato
GARLASCO (Pavia) – La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio l’avviso di chiusura delle indagini riguardanti l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Sempio, 38 anni, è accusato di omicidio volontario aggravato per aver causato la morte della giovane. Il capo d’accusa era già stato preannunciato durante l’interrogatorio di mercoledì, dove l’indagato ha scelto di non rispondere, mentre i pubblici ministeri hanno esposto per quasi quattro ore le prove a carico. La difesa ha ora 20 giorni di tempo per presentare memorie e documentazione, oltre a poter richiedere ulteriori indagini, riporta Attuale.
Il documento di 18 pagine allegato all’avviso di chiusura include dettagli sui beni sequestrati a Sempio, tra cui un foglio manoscritto e varie note degli investigatori. Specificamente, vi si trovano riferimenti a documenti relativi ad indagini passate e note che indicano possibili negligenze nelle interviste svolte dalle forze dell’ordine. L’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, ha già richiesto l’accesso agli atti, sottolineando l’importanza di questa fase per la preparazione della difesa.
Il racconto dell’accusa descrive una scena del delitto drammatica: non era presente Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, ma un amico della vittima. Secondo le accuse, Sempio avrebbe aggredito la vittima con violenza, utilizzando un oggetto contundente dopo una colluttazione. La descrizione dei colpi inferti alla vittima e le ferite riportate evidenziano la brutalità dell’atto. Le aggravanti dell’omicidio sono dovute alla crudeltà del comportamento e ai motivi abietti legati a un rifiuto amoroso da parte di Chiara.
Le intercettazioni, che fanno parte del materiale probatorio, riportano Sempio in un momento solitario in auto, dove avrebbe menzionato un video intimo di Chiara, una questione che la difesa intende contestare. Cataliotti ha assicurato che sono già in fase di raccolta le prove a supporto della ricostruzione fornita dal suo cliente, promettendo un chiarimento dettagliato una volta completato il lavoro.
In aggiunta, la Procura di Pavia ha inoltrato atti al Procuratore Generale di Milano riguardanti la condanna di Alberta Stasi, già definitiva, del quale si richiederà eventualmente una revisione a seguito di questi nuovi elementi probatori. Questo sviluppo potrebbe riaprire un’importante questione legale sulla condanna di Stasi, avvenuta nonostante la mancanza di prove concrete a suo carico.