Chongqing, la megacity cinese che attrae sempre più turisti
Chongqing, l’enorme città della Cina centro-meridionale, continua a sorprendere il mondo con il suo skyline futuristico e le sue attrazioni uniche, attirando un numero crescente di visitatori. Nel 2024, la metropoli ha accolto ben 120 milioni di turisti, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente, rendendola una delle mete turistiche asiatiche in maggiore crescita, riporta Attuale.
Gran parte dei visitatori proviene dalla Cina e dai paesi limitrofi, ma l’interesse occidentale è in aumento, grazie a fenomeni virali legati a luoghi emblematici come la stazione di Liziba, dove una monorotaia attraversa un edificio, e Kuixinglou Square, una grandiosa piazza situata al 22esimo piano di un grattacielo. Questi aspetti rendono Chongqing simile a un set cinematografico di fantascienza, attirando l’attenzione anche dei media internazionali.
Chongqing è un simbolo della rapida evoluzione economica della Cina, che ha quasi decuplicato il suo PIL negli ultimi vent’anni. Le città cinesi, come Shanghai e Pechino, hanno investito enormi risorse in infrastrutture moderne e grattacieli, contribuendo a trasformare il panorama urbano, in parte dovuto a una quasi totale elettrificazione della mobilità. In particolare, a Shenzhen, circa l’85% delle nuove macchine vendute sono ora elettriche. Questa evoluzione ha spinto turisti e investitori occidentali a considerare la Cina come un precursore del futuro tecnologico globale.
Per rispondere a questa crescente domanda, stanno nascendo agenzie di viaggi specializzate in itinerari che esplorano i distretti tecnologici cinesi, come quello di Shenzhen, dove hanno sede giganti del settore come Tencent. Percorsi incentrati su aziende di robotica e veicoli elettrici, insieme a visite a stabilimenti di produttori locali come BYD e NIO, attirano non solo visitatori comuni, ma anche imprenditori in cerca di opportunità. “Viaggi dell’Elefante” è solo uno dei tour operator italiani che ha registrato un aumento della richiesta per viaggi in grandi città cinesi come Chongqing, rimanendo tra le cinque destinazioni più ambite nonostante l’instabilità globale.
Nemmeno gli studenti vengono esclusi da questo fenomeno: Tech Buzz China organizza viaggi per giovani provenienti da Stati Uniti, Singapore e India, desiderosi di approfondire il campo scientifico. La fondatrice, Rui Ma, sottolinea l’importanza di aggiornare le aspettative educative dei genitori riguardo a ciò che i figli potrebbero studiare nel contesto attuale.
Il trend del turismo tecnologico cinese non è una novità assoluta; da anni simili esperienze sono disponibili nella Silicon Valley, dove i visitatori esplorano luoghi leggendari come i garage delle aziende che hanno dato vita a miti dell’innovazione. Tuttavia, a differenza della Silicon Valley, il turismo in Cina è una via di accesso anche per professionisti del settore, disposti a pagare cifre elevate per vivere in prima persona l’effervescente ecosistema tecnologico cinese.
Il fenomeno ha generato un senso di “FOMO”, ovvero paura di essere esclusi, tra gli imprenditori di Silicon Valley, come evidenziato da Shaoyu Yuan della New York University, che mette in guardia sul rischio di rimanere indietro senza un’esperienza diretta del panorama cinese. Steven Rattner, ex Consigliere del Tesoro degli Stati Uniti, ha recentemente condiviso le sue impressioni dopo un viaggio in Cina, sottolineando la sofisticazione del settore tecnologico cinese e la crescente automazione nelle fabbriche, dove i robot assolvono compiti che in precedenza richiedevano manodopera umana.
Social media e reportage virali hanno favorito la diffusione della conoscenza riguardo ai progressi cinesi, incluse le “dark factories”: stabilimenti automatizzati in grado di operare senza illuminazione umana. Recentemente, Jim Farley, CEO di Ford, ha affermato che la Cina possiede capacità produttive tali da saturare l’intero mercato nordamericano.
Questo nuovo paradigma non si limita al settore industriale, ma influisce anche sul soft power cinese, migliorando la percezione della nazione a livello globale. I prodotti cinesi, come le popolari bambole Labubu, stanno guadagnando rispetto tra i giovani occidentali, supportati da eventi sociali come le dirette di Darren Watkins Jr., noto streamer. Attraverso i suoi video, Watkins ha suscitato un elevato interesse per l’innovazione cinese, sperimentando nello stesso tempo le difficoltà imposte dalle sanzioni statunitensi su alcuni prodotti cinesi.
La Generazione Z mostra segni di un aumento di apertura nei confronti della Cina, come dimostrano i recenti sondaggi che rivelano un cambio positivo nell’opinione pubblica statunitense nei confronti del paese, quasi raddoppiata rispetto all’anno scorso. Questo fenomeno suggerisce un cambiamento significativo nella percezione e, potenzialmente, un futuro di maggiore collaborazione e comprensione tra culture diverse.