Dopo aver suscitato ampi dibattiti per la sua relazione con il ministro Piantedosi, Claudia Conte torna a far parlare di sé, questa volta per difendere il Guardasigilli Carlo Nordio, coinvolto nel controverso caso legato a Nicole Minetti. Durante un intervento su L’Opinione delle Libertà, Conte critica il metodo giornalistico, affermando che «una testimonianza non verificata diventa percezione pubblica», riporta Attuale.
Il dibattito è nato in seguito alle dichiarazioni del giornalista di Report, Sigfrido Ranucci, che in un recente episodio della trasmissione È sempre Cartabianca ha affermato che Nordio sarebbe stato ospite in Uruguay nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Questa dichiarazione, definita dallo stesso Ranucci come non verificata, ha scatenato la furia del Ministro, che ha smentito l’affermazione in diretta, annunciando anche possibili azioni legali. Per Conte, questo episodio evidenzia una fragilità del giornalismo, dove la verifica diventa subordinata alla narrazione.
Lo scontro tra Nordio e Ranucci
Il caso ha suscitato un ampio malcontento, specialmente tra i professionisti del settore. Ranucci, durante la sua apparizione, ha indicato di aver ricevuto una testimonianza che, secondo lui, giustificava le sue affermazioni. Tuttavia, Nordio ha contestato energicamente la validità di queste informazioni, sottolineando che le indiscrezioni basate su voci non confermate non possono essere elevate a verità pubbliche. Conte, commentando l’accaduto, ha ribadito che il vero giornalismo deve basarsi su fatti comprovati e non su narrazioni esagerate o incomprensibili.
Claudia Conte: «C’è chi insegue scorciatoie»
In merito all’operato di Ranucci, Conte ha espresso un severo giudizio sulla deontologia professionale, affermando che il giornalismo deve essere ancorato alla verità e non alimentato da voci o suggestioni. «Il giornalismo vero non vive di ciò che viene raccontato, ma di ciò che viene verificato», ha puntualizzato, definendo l’uso di affermazioni non verificate come una scorciatoia inaccettabile. «Quando salta il passaggio della verifica, si rischia di cadere nella «diffusione incontrollata di contenuti non accertati»», ha concluso.
L’appello al Codice Deontologico e alla dignità
Nel prendere le parti di Nordio, Conte ha invocato un richiamo all’intera categoria giornalistica, citando specificamente l’articolo 4 del codice deontologico dell’Ordine dei Giornalisti. Sebbene il diritto di cronaca sia fondamentale, non deve né calpestare la dignità delle persone né compromettere la verità dei fatti. «Il codice deontologico non è una cornice formale; è il limite minimo sotto il quale il mestiere perde credibilità», ha dichiarato con vigore, aggiungendo che una notizia che non distingue tra fatto e ipotesi «non è un’informazione più libera; è semplicemente un’informazione che ha smesso di essere credibile». Questa presa di posizione arriva mentre la Rai ha ufficialmente richiamato Ranucci per la medesima questione, sottolineando l’importanza di mantenere l’integrità dell’informazione nel servizio pubblico.