Critiche all’accordo tra Trump e Iran: insoddisfazione condivisa da Israele, Paesi del Golfo e Usa

20.06.2026 12:25
Critiche all'accordo tra Trump e Iran: insoddisfazione condivisa da Israele, Paesi del Golfo e Usa

Israele, paesi arabi e Stati Uniti criticano l’accordo USA-Iran

Israele descrive l’accordo preliminare degli Stati Uniti con l’Iran come un pericolo per la propria sicurezza, considerandolo un tradimento dell’amministrazione di Donald Trump. Tuttavia, le opposizioni all’intesa si estendono ben oltre Tel Aviv: anche i paesi arabi del Golfo Persico, pur vedendolo come il minore dei mali, non lo approvano. La fine dei bombardamenti sui loro territori e la riapertura dello stretto di Hormuz sono all’orizzonte, ma la relativa forza conferita all’Iran come potenza regionale preoccupa non poco, riporta Attuale.

I governi arabi esprimono anche la loro marginalità nel processo diplomatico, sottolineando come l’accordo, che potrebbe cambiare gli equilibri regionali, sia stato negoziato esclusivamente da Stati Uniti e Iran, senza alcun coinvolgimento significativo dei paesi del Golfo. Inevitabilmente, la loro posizione è stata ridotta a semplice spettatore mentre il destino della regione viene deciso altrove.

Nemmeno il Libano prende con favore l’intesa, eccetto Hezbollah, l’alleato iraniano. Se da un lato c’è sollievo per il cessate il fuoco previsto, dall’altro, il rafforzamento dell’Iran potrebbe consolidare la sua influenza sul territorio libanese. Storicamente, il governo libanese ha cercato di smantellare Hezbollah, ma è probabile che l’accordo fornisca al gruppo militare il supporto necessario per recuperare potere e risorse, contribuendo a un rinnovato sostegno economico dall’Iran.

I leader europei hanno preso una posizione cauta, senza esprimere approvazione per l’accordo. Alcuni hanno proposto di inviare mezzi per aiutare a riaprire lo Stretto di Hormuz, ma il timore che l’accordo fallisca rischia di lasciare l’Europa a gestire le conseguenze da sola. L’analista Suzanne Maloney ha messo in guardia sulla difficoltà dei negoziati con l’Iran e sull’astuzia della leadership iraniana.

Non sorprende che anche negli Stati Uniti l’intesa suscite pesanti critiche. I Democratici la considerano un fallimento, con Susan Rice che la definisce “il più grande errore di politica estera da decenni”. Critiche giungono anche dall’opposizione repubblicana, con il presidente della Commissione militare del Senato, Roger Wicker, che mette in dubbio i fondi per la ricostruzione concessi all’Iran, e il senatore Ted Cruz che accusa Trump di aver ricevuto pessimi consigli. Commentatori di spicco del movimento MAGA, tra cui Ben Shapiro e Mark Levin, si uniscono al coro di dissenso, definendo l’accordo un “disastro”.

In risposta alle critiche, Trump ha difeso il suo operato sul social media Truth, descrivendo i critici come invidiosi o poco intelligenti in un contesto in cui i mercati raggiungono record e i prezzi del petrolio crollano.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere