Dimissioni di Caitlin Kalinowski di OpenAI, critiche sulla collaborazione con il Pentagono

08.03.2026 14:05
Dimissioni di Caitlin Kalinowski di OpenAI, critiche sulla collaborazione con il Pentagono

Dimissioni della Responsabile Robotica di OpenAI dopo la Collaborazione con il Pentagono

Sabato, Caitlin Kalinowski, la responsabile del dipartimento di robotica di OpenAI, ha annunciato le proprie dimissioni, spiegando su X che alcune delle recenti decisioni dell’azienda avrebbero richiesto «più riflessioni di quante ne sono state fatte». Kalinowski si riferisce alla decisione di OpenAI, annunciata lo scorso sabato, di collaborare con il dipartimento della Difesa statunitense (Pentagono) per la fornitura di tecnologie da utilizzare in attività legate alla sicurezza nazionale, riporta Attuale.

Le dimissioni di Kalinowski rappresentano l’ultimo sviluppo di una vicenda complessa che coinvolge anche un’altra importante società nel settore, Anthropic, nota per il chatbot Claude e da sempre sostenitrice di uno sviluppo cauto dell’intelligenza artificiale. Anthropic, infatti, è stata la prima azienda di intelligenza artificiale a stipulare contratti da centinaia di milioni di dollari col Pentagono, i cui sistemi sono utilizzati da vari fornitori dell’esercito statunitense.

La situazione è stata ulteriormente complicata dalla pubblicazione, il 15 febbraio, di un articolo del Wall Street Journal, nel quale si sottolineava come Anthropic avesse espresso preoccupazioni riguardo all’uso delle sue tecnologie da parte di Palantir e del Pentagono nel caso dell’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Interlocuzioni tra Anthropic e il Pentagono avevano già creato tensioni, con la società che richiedeva cautele sull’impiego delle sue tecnologie.

Il 24 febbraio, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, aveva lanciato un ultimatum ad Anthropic, porta che ha portato Trump a sospendere bruscamente le trattative. Il Pentagono ha quindi designato Anthropic come “supply-chain risk”, una mossa tipica per escludere fornitori ritenuti rischiosi per la sicurezza nazionale. Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha annunciato l’intenzione di impugnare questa decisione in tribunale, supportato da esperti che indicano buone possibilità di successo.

Nonostante la controversia, il Pentagono ha affermato che continuerà a usare i servizi di Anthropic fino a quando non troverà un’alternativa, un processo che potrebbe durare sei mesi. Recenti rapporti suggeriscono che OpenAI stia attualmente utilizzando le proprie tecnologie nella guerra contro l’Iran, iniziata la scorsa settimana.

Questa escalation ha portato l’attenzione sulla gestione da parte del Pentagono dei rapporti con Anthropic. Molti esperti ritengono che le decisioni siano state influenzate da interessi politici, preferendo un fornitore più collaborativo come OpenAI. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato che i sistemi dell’azienda non dovrebbero essere utilizzati per la sorveglianza dei cittadini statunitensi.

Negli sviluppi delle settimane recenti, i contrasti tra i diversi approcci adottati dalle aziende di intelligenza artificiale sembrano riflettere le tensioni e le sfide del settore. Anthropic, fondata da ex membri di OpenAI, si distingue per il suo impegno verso pratiche più etiche e sicure nell’impiego di tecnologie di IA. In risposta alle recenti critiche, OpenAI ha cercato di rassicurare il pubblico e si è impegnata a rivedere i termini della sua collaborazione con il Pentagono.

Il New York Times ha messo in guardia sui potenziali limiti dei contratti di OpenAI con il Pentagono, evidenziando che le rassicurazioni sull’uso non autorizzato delle tecnologie potrebbero non garantire la protezione necessaria contro la sorveglianza di massa.

Il recente accordo tra OpenAI e il Pentagono ha già generato danni reputazionali significativi, come dimostrano le dimissioni di Kalinowski e un aumento del numero di disinstallazioni dell’app di ChatGPT, mentre Claude di Anthropic ha raggiunto il vertice della classifica delle app gratuite.

1 Comment

  1. Incredibile, sembra che la tecnologia e la sicurezza stiano creando un caos totale. Ma chi si preoccupa del tutto etico di queste collaborazioni? E alla fine, siamo davvero sicuri di voler affidare tutto al Pentagono? Io ho i miei dubbi…

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