Roma, 26 novembre 2025 – Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia: in questa ultima tornata elettorale, a leggere i commenti in giro, hanno vinto tutti e perso nessuno… Secondo Donzelli, il risultato non ha soddisfatto le aspettative del centrodestra, che mirava a conquistare tutte e sette le regioni al voto, mentre il campo largo aveva previsto una schiacciante vittoria con un cinque a uno. Tuttavia, ogni schieramento ha mantenuto le proprie regioni, il che non rispecchia affatto una spallata al governo, riporta Attuale.
Un tema ricorrente è: le Regionali sono un banco di prova nazionale?
“Io sono fermamente convinto di no: le Regionali riflettono principalmente le dinamiche locali. Il gradimento nei confronti del governo Meloni, gli italiani lo esprimeranno alle prossime Politiche”, ha dichiarato Donzelli.
Ma un riflesso politico è innegabile ogni volta che gli elettori vanno alle urne, no?
“Bene, allora guardiamo ai numeri, in raffronto alle precedenti Regionali. Partiamo dalla Campania: il centrodestra ha raddoppiato i suoi voti, passando dal 18% al 35,7%. Il campo largo, invece, è passato dall’80% al 60%. Fratelli d’Italia è passata dal 5,98% all’11,9%, senza tenere conto della lista Cirielli”, ha affermato Donzelli, sottolineando una crescita significativa nel voto per il centrodestra.
E in Puglia e Veneto?
“Siamo cresciuti in Puglia e abbiamo raddoppiato i voti in Veneto, passando dal 9,55% al 18,7%. Un conto che vale anche se prendiamo come paragone le ultime Politiche. In quel caso, nelle regioni al voto, il centrodestra è salito di 4 punti percentuali e il campo largo ne ha persi due”, ha aggiunto il deputato di Fratelli d’Italia.
Se foste riusciti a trovare un accordo sui candidati con maggiore anticipo, sarebbe andata meglio?
“Quando non si vince è evidente che si sarebbe potuto fare di meglio. Dopodiché, è innegabile che per noi Toscana, Puglia e Campania fossero sfide difficili. Partendo da questo presupposto, Tomasi, Lobuono e Cirielli possono essere solo ringraziati. Hanno accettato una sfida coraggiosa e non si sono risparmiati, nonostante il percorso fosse in salita”, ha commentato Donzelli.
Qualche sorpasso interno al centrodestra, nelle varie regioni c’è stato. Cambieranno gli equilibri di governo?
“Non è mai successo e non succederà neanche stavolta. Noi, a differenza del centrosinistra, siamo uniti da valori comuni fin dal 1994”, ha affermato con sicurezza Donzelli, escludendo cambiamenti significativi nell’assetto del governo.
L’astensionismo la preoccupa?
“La disaffezione nei confronti del voto è un tema su cui dobbiamo interrogarci tutti. Ma per onestà bisogna dire che quando le sfide non sono al cardiopalma e il risultato è in parte scritto è inevitabile una minore partecipazione. Nelle Marche, l’unica vera regione che a un certo punto è parsa contendibile, la percentuale dei votanti è stata migliore”, ha spiegato Donzelli.
Chiuse le urne, lo ha detto lei, è tempo di cambiare la legge elettorale.
“Ho parlato di legge elettorale rispondendo a una domanda di un suo collega. Ma questo non vuol dire che per noi sia cambiato qualcosa. Non cambiamo legge per interesse, in seguito ai risultati elettorali. Se decideremo di farlo sarà per preservare una governabilità che in questi tre anni ha fatto tanto bene all’Italia”, ha chiarito il deputato.
Se così sarà, crede che potrà essere un percorso condiviso?
“Ci confronteremo con la minoranza, certo. Detto ciò, ho sentito parlare di attacchi alla democrazia senza che sia stato né letto né scritto il testo. Spero che, se il dibattito si aprirà davvero, prima di un giudizio ci potrà essere un effettivo confronto sul tema”, ha concluso Donzelli.