Educazione sessuale esclusa dalla legge Valditara, i ragazzi a rischio sul web

09.06.2026 02:45
Educazione sessuale esclusa dalla legge Valditara, i ragazzi a rischio sul web

Reazioni al DDL Valditara: il dibattito sull’educazione sessuale in Italia si intensifica

Roma, 9 giugno 2026 – Le attiviste della fondazione Una nessuna centomila esprimono la loro forte opposizione all’approvazione definitiva in Senato del DDL Valditara, che regolamenta l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole. “Avete votato il consenso sbagliato”, afferma la vicepresidente Lella Palladino, sociologa e femminista, all’interno di una riunione dove il malcontento è palpabile. Il provvedimento richiede ora l’autorizzazione scritta dei genitori per l’insegnamento nelle scuole secondarie, mentre è completamente vietato nelle scuole dell’infanzia e primarie, riporta Attuale.

Palladino critica l’approccio limitato del governo riguardo all’educazione sessuale, sottolineando che il 23,4% delle donne ha subito abusi sessuali nella propria vita, e lamenta l’assenza di un miglioramento rispetto agli stereotipi culturali che tendono a incolpare le vittime. “È assurdo pretendere il consenso sull’insegnamento di questioni così cruciali per il futuro dei nostri giovani”, commenta.

Il ministro Giuseppe Valditara ha difeso la legge, sostenendo che essa mira a proteggere i bambini dalla confusione derivante dalla propaganda di genere. Tuttavia, Palladino avverte che questo approccio arresterà il progresso educativo dell’Italia, portando i ragazzi a cercare informazioni errate su Internet. “La corretta informazione è l’unico strumento contro l’aumento della pornografia online, con l’età di accesso scesa a 9 anni”, afferma con preoccupazione.

Le critiche di Palladino non si fermano al governo, ma si estendono anche alle influenze culturali, evidenziando il confronto con altri paesi come la Spagna, dove si applicano politiche più avanzate. “In Italia un padre ha solo dieci giorni di congedo facoltativo dopo la nascita di un figlio, contro i tre mesi in Spagna. Questo perpetua la violenza economica contro le madri”, dichiara.

L’assenza di educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane contrasta nettamente con le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali, come la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013. Palladino continua a lanciare un appello per un cambiamento significativo nell’approccio educativo, lamentando che “sembra che stiamo tornando indietro. L’autonomia scolastica aveva aperto la strada a questi temi, ma ora, di fronte a un clima di allarmismo, non ci si azzarda più a trattarli.”

“I ragazzi hanno accesso a contenuti inappropriati su YouPorn, mentre il Ministero dell’Istruzione fa sì che l’informazione che potrebbe entrare a scuola venga completamente oscurata”, conclude Palladino, evidenziando l’urgenza di una riforma educativa e di una maggior consapevolezza su questi temi vitali.

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