Le Elezioni di Midterm Americane Raggiungono Costi Record
Le prossime elezioni di midterm negli Stati Uniti, incentrate sulla questione dell’affordability, ovvero l’aumento insostenibile del costo della vita, hanno visto una spesa senza precedenti, con almeno 11,6 miliardi di dollari investiti secondo dati provvisori della Federal Election Commission e di AdImpact. Questo rappresenta la campagna più costosa della storia, superando anche le presidenziali del 2024, che erano già state le più costose. I cittadini, ora, assistono a una politica che brucia denaro in modo allarmante, riporta Attuale.
Negli altri paesi europei, i limiti di spesa sono molto più rigorosi. Ad esempio, durante la campagna presidenziale francese del 2022, la spesa totale equivalente in dollari è stata di circa 90 milioni, mentre le elezioni politiche in Gran Bretagna hanno visto costi similmente contenuti. Negli Stati Uniti, comunque, esistono regole che limitano quanto i candidati possono raccogliere direttamente dai donatori, ma l’orientamento della Corte Suprema degli Stati Uniti, attraverso la sentenza Citizens United del 2010, ha abolito queste restrizioni, consentendo a chiunque di finanziare campagne politiche senza limiti, sempre che non ci sia una coordinazione formale con i candidati.
Questo cambiamento ha avuto un impatto significativo, e nel contesto attuale, i datori di lavoro più ricchi, come Elon Musk, hanno inondato i candidati di denaro. Musk ha contribuito con almeno 446 milioni di dollari ai candidati repubblicani. Questa cifra segna il contributo elettorale più alto mai registrato, raddoppiando quasi quanto aveva precedentemente donato a Donald Trump nelle elezioni del 2024.
Nel settore dei finanziamenti diretti ai candidati, i Democratici stanno raccogliendo significativi investimenti, con James Talarico in Texas in testa con quasi 150 milioni di dollari, seguito da altri candidati che mirano a rovesciare l’equilibrio di potere, specialmente al Senato. Il finanziamento da parte dei miliardari che sostengono i candidati in difficoltà è massiccio, contribuendo a generare una valanga di pubblicità negata contro gli avversari.
Ben tre dei quattro «superdonatori» che hanno speso oltre 100 milioni sono stati identificati come sostenitori dei repubblicani. Musk, la famiglia Uihlein e il finanziere Jeff Yass hanno investito rispettivamente 150 milioni, 150 milioni e 110 milioni. Dall’altra parte, George Soros guida i contributi per i Democratici con 102 milioni, seguito da Michael Bloomberg con 84. Questi ingenti flussi di denaro potrebbero, avvertono gli analisti, avere un effetto controproducente nel lungo termine per le elezioni.