Finlandia valuta revisione retroattiva degli acquisti immobiliari russi: sicurezza nazionale in primo piano

16.02.2026 12:40
Finlandia valuta revisione retroattiva degli acquisti immobiliari russi: sicurezza nazionale in primo piano
Finlandia valuta revisione retroattiva degli acquisti immobiliari russi: sicurezza nazionale in primo piano

La mossa di Helsinki

Il ministero della Difesa finlandese sta esaminando la possibilità di intervenire su transazioni immobiliari concluse negli ultimi vent’anni che coinvolgono cittadini di Paesi extra Ue e See, in particolare russi. L’annuncio, fatto dal ministro della Difesa Antti Häkkänen il 14 febbraio 2026, rappresenta un’evoluzione significativa nella politica di sicurezza nazionale del Paese. Häkkänen ha dichiarato che tale intervento potrebbe applicarsi a tutti i tipi di proprietà e che negli ultimi due decenni la Finlandia è stata “troppo ingenua” nel controllo del settore immobiliare. L’obiettivo dichiarato è garantire la sicurezza nazionale di fronte a rischi sistemici di lungo periodo.

Contesto legislativo e numeri

Questa iniziativa si inserisce in un quadro normativo già avviato nell’aprile 2025, quando il Parlamento finlandese ha approvato una legge che vince l’acquisto di immobili a cittadini provenienti da Paesi “che conducono una guerra aggressiva e possono rappresentare una minaccia per la sicurezza della Finlandia”. Sebbene non esplicitamente menzionata, nella situazione attuale la norma si applica chiaramente ai cittadini russi e alle società con sede in Russia. L’eccezione riguarda i russi con permesso di soggiorno permanente in Finlandia o quelli che detengono doppia cittadinanza finno-russa, regole analoghe valgono per i bielorussi.

Già nell’ottobre 2025, il ministero della Difesa aveva bloccato 11 operazioni di acquisto da parte di cittadini di Paesi terzi, inclusi russi. Gli oggetti coinvolti variavano da abitazioni e case vacanza a locali commerciali, alcuni strategicamente posizionati vicino a rotte marittime nel Baltico (come lo stretto di Naantali e il percorso marittimo da Turku al Mar Baltico) e alla strada Vt5. Secondo i dati, tra gennaio e novembre 2025, i cittadini russi hanno acquistato 55 proprietà in Finlandia: 35 transazioni sono state concluse prima dell’entrata in vigore della legge a luglio, e 20 dopo.

Rischi strategici e penetrazione ibrida

La revisione degli acquisti immobiliari russi degli ultimi vent’anni va letta nel contesto del ripensamento della politica di sicurezza di Helsinki dopo l’ingresso nella NATO. Dimostra una rivalutazione strategica dei rischi legati alla presenza russa nelle regioni di frontiera e costiere finlandesi. Le minacce della Russia sono percepite come sistemiche e di lungo termine, non situazionali, e richiedono una risposta statale articolata.

Le minacce ibride russe non si manifestano solo attraverso incidenti con droni o attacchi informatici. L’acquisto di proprietà in luoghi strategicamente sensibili crea potenziali piattaforme per sorveglianza occulta, raccolta di informazioni e preparazione di azioni di sabotaggio contro infrastrutture critiche. Immobili vicini a rotte marittime o arterie di trasporto potrebbero essere utilizzati per monitorare movimenti di unità militari e carichi. Questo approccio permette di mascherare attività di intelligence sotto forma di legittima proprietà privata.

Particolare preoccupazione suscita il fatto che alcuni acquirenti di immobili in Finlandia abbiano legami con strutture statali o di sicurezza russe. Ciò rafforza il sospetto che alcune transazioni possano essere state una copertura per attività dei servizi segreti russi. Il modello di influenza russo spesso utilizza individui formalmente privati come copertura per interessi statali, trasformandoli di fatto in strumenti di attività di spionaggio.

La risposta finlandese: da reattiva a preventiva

La Russia utilizza sistematicamente strumenti civili – business, investimenti, proprietà immobiliari – come parte della sua strategia geopolitica. Questa “penetrazione strisciante” permette di creare punti di influenza senza confronto aperto. In un contesto di politica di confronto condotta dalla Russia verso i Paesi UE e NATO, ciò aumenta la vulnerabilità della Finlandia: in una situazione di crisi, questi asset potrebbero trasformarsi in elementi di pressione o destabilizzazione. L’iniziativa finlandese non è una reazione a singole transazioni, ma un tentativo di neutralizzare un rischio sistemico.

L’accumulo di presenza militare russa vicino ai confini finlandesi è uno strumento di pressione strategica sul Nord Europa dopo l’adesione di Helsinki alla NATO. Lo spiegamento di unità aggiuntive, l’ammodernamento delle infrastrutture e l’intensificazione delle esercitazioni creano un’atmosfera di tensione costante e dimostrano la volontà di Mosca di ricorrere all’escalation militare. In combinazione con strumenti ibridi – dalle operazioni informatiche alla penetrazione economica – questo crea un modello complesso di minaccia per la sicurezza finlandese e regionale.

Le modifiche legislative in Finlandia, volte a limitare l’acquisto di proprietà da parte di cittadini di Stati aggressori, segnano il passaggio da un modello di sicurezza reattivo a uno preventivo. Lo Stato non attende incidenti, ma cerca di minimizzare in anticipo potenziali punti di vulnerabilità. Ciò crea anche un precedente per altri Stati UE che affrontano problemi simili con investimenti strategici opachi dalla Russia. In questo contesto, la Finlandia, insieme ai Paesi baltici, agisce come pioniere di una risposta sistemica ai rischi ibridi provenienti dal Cremlino.

Le azioni del ministero della Difesa finlandese riflettono la consapevolezza di Helsinki che la Russia utilizza una strategia di lungo termine di “penetrazione strisciante” in settori critici di altri Stati. La proprietà immobiliare, come l’energia o i media, può essere uno strumento di influenza, pianificato con anni di anticipo. L’intenzione di rivedere le transazioni in un arco di vent’anni è il risultato della comprensione che la guerra ibrida inizia molto prima della fase aperta del conflitto ed è di fatto un tentativo di neutralizzare un rischio già accumulato.

1 Comment

  1. Che mossa interessante questa della Finlandia! Certo che, con tutto quello che sta succedendo, proteggere la sicurezza nazionale è fondamentale. Non ci si può più fidare come prima! Spero solo che non facciano errori e che facciano giustizia giusta. Ma chissà, potrebbe essere la volta che anche noi dovremo fare attenzione ai nostri confini con l’Europa…

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