Firenze, 19 giugno 2025 – La situazione del Teatro Pergola è in grave pericolo, con tre commissari del Ministero della Cultura che hanno indirizzato una lettera al ministro Giuli. In un clima di ansia e preoccupazione per il futuro culturale fiorentino, si sono avute notizie allarmanti alla vigilia della presentazione della nuova stagione 2025-2026 del Teatro della Toscana, che comprende la Pergola, Rifredi e l’Era di Pontedera. Tre membri della Commissione Consultiva per il teatro del Mic hanno presentato le loro dimissioni, contrariamente alla posizione della maggioranza che ha deciso di declassare la Fondazione Teatro Nazionale della Toscana, attualmente diretta da Stefano Massini. Secondo i dimissionari, Alberto Cassani, Carmelo Grassi e Angelo Pastore, questa decisione è inaccettabile e ostacola il progresso del loro operato, riporta Attuale.
Le reazioni del mondo politico
Al momento non vi sono commenti da parte del direttore artistico Massini. Tuttavia, il sindaco di Firenze, Sara Funaro, non ha esitato a esprimere la sua preoccupazione: “È inaccettabile l’idea che il Teatro della Toscana possa subire un declassamento. Questa notizia, riportata dai media, è tale da aver portato alle dimissioni di tre commissari della commissione ministeriale. Exigo immediati chiarimenti dal ministro Giuli e dal sottosegretario Mazzi, vista la gravità della situazione”, ha affermato. Funaro, in attesa di presentare il programma della nuova stagione, era impegnata nell’organizzazione di un incontro che si svolgerà all’Arengario di Palazzo Vecchio.
Anche il Partito Democratico ha reagito con fermezza, sottolineando: “Assistiamo a un utilizzo delle istituzioni contrario alle regole. Declassare la Fondazione Teatro della Toscana, guidata da una figura di spicco come Stefano Massini, rappresenta un atto estremamente grave, suggerendo una rappresaglia politica che mina l’autonomia e la credibilità delle istituzioni culturali del nostro Paese. Ciò dimostra come Firenze sia vista come un territorio ostile dalla maggioranza attuale”, hanno dichiarato i deputati del PD, Manzi, Orfini e Berruto.
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha pesantemente criticato la situazione: “Il declassamento della Pergola per motivi ideologici è uno schiaffo a Firenze e alla cultura stessa. Giuli dovrebbe vergognarsi di queste azioni”, ha detto in una dichiarazione.
La segretaria del PD Elly Schlein ha condannato fermamente il provvedimento, affermando: “Il declassamento del Teatro della Toscana è un attacco al nostro patrimonio culturale inaccettabile. Sosterrò la sindaca Funaro nella sua battaglia contro questa decisione, poiché crediamo in una cultura libera, non subordinata a logiche di fedeltà politica”. Schlein ha aggiunto che le dimissioni dei commissari sono un segno di una grave situazione, con la cultura utilizzata come strumento di punizione per chi la pensa diversamente.
Anche le voci critiche dalla destra hanno preso piede. Il senatore di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi, ha dichiarato: “Il Teatro La Pergola è vittima delle scelte irresponsabili del sindaco Funaro, che deve prendere atto di aver perso il riconoscimento di teatro nazionale a causa delle sue decisioni”. Marcheschi ha affermato di attendersi che Funaro chiarisca se continuerà a subordinare la cultura alla logica della fedeltà politica.
Il commento di Massini
Il direttore artistico, Stefano Massini, ha espresso il suo sdegno riguardo all’operato del governo: “Questa è una pagina gravissima, senza precedenti. Ogni oggettività è scomparsa, prevale il personalismo. Quello che stiamo vivendo è un attacco inaccettabile nei confronti del nostro teatro e del pubblico”, ha scritto su Facebook.
Massini ha annunciato che, nonostante la situazione, presenteranno la stagione 2025/2026 di un teatro che merita di più, in piazza della Signoria. “Celebreremo la nostra arte in un luogo simbolo, nonostante tutto, rimanendo fermi sulla strada della dignità e della cultura, che non può essere soffocata. Oggi, il potere non può più tacitare le voci scomode come accadeva un tempo”, ha concluso.