Fontana e la fronda dei governatori del Nord: Borghi difende Salvini e critica le ambizioni personali

18.08.2026 23:06
Fontana e la fronda dei governatori del Nord: Borghi difende Salvini e critica le ambizioni personali

Le tensioni all’interno della Lega: Borghi difende Salvini contro la fronda nordista

Il senatore Claudio Borghi, vicino al leader della Lega Matteo Salvini, ha smontato le critiche provenienti dalla fronda dei governatori del Nord, affermando che dietro tali contestazioni potrebbero celarsi ambizioni personali e posti in lista. I sondaggi recenti che attribuiscono al Carroccio una flessione al 5-6% sono stati definiti da lui “cretinate”, assicurando che il partito supererà il 10%, riporta Attuale.

Contrariamente a quanto affermato da chi prevede una possibile resa dei conti durante il raduno di Pontida, Borghi avverte che chiunque tenti di contestare Salvini si troverà a essere contestato a sua volta. Il senatore ha ridimensionato le obiezioni mosse nei confronti del segretario, provenienti principalmente dal governatore lombardo Attilio Fontana e dai suoi alleati, i governatori Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, i quali invocano un cambio nella gestione della Lega.

In un contesto di crescente tensione, Borghi ha descritto l’intervista di Fontana come spiacevole, sottolineando che la sua posizione non ha ricevuto il supporto sperato all’interno dell’assemblea della Lega. Secondo il senatore, la maggior parte dei membri ha accolto le parole del governatore lombardo con fastidio, evidenziando l’importanza del dibattito interno che tradizionalmente avviene a porte chiuse.

Le ambizioni personali alla base delle contestazioni

La risposta al malessere percepito nei territori da parte degli amministratori locali è stata interpretata da Borghi come una questione di ambizioni personali, piuttosto che di reale dissenso politico. “Ci sono cinque ministri leghisti e sono tutti lombardi. Mi sembra strano che Fontana non possa contattare nessuno di loro”, ha commentato il senatore, il quale ha evidenziato l’ironia della situazione in cui sembra che ci siano più problemi interni legati agli interessi individuali piuttosto che a una vera crisi del partito.

In merito all’eventualità che alcuni membri della Lega possano formare una nuova associazione politica, Borghi ha minimizzato, affermando che chi desidera creare un nuovo partito potrà farlo senza ostacoli. “Se uno vuole farsi il suo partito, nessuno lo tiene. La porta è spalancata per uscire”, ha dichiarato, richiamando alla memoria i nomi di ex dirigenti che in passato hanno scelto di lasciare la Lega senza ottenere risultati significativi dopo la loro uscita.

Preparativi per Pontida: un momento di celebrazione

Nonostante le tensioni, l’ala salviniana ha dichiarato di non temere scissioni e guarda al tradizionale raduno di Pontida del 20 settembre come a un’opportunità per rafforzare il sostegno al segretario. Borghi ha previsto che l’evento sarà accolto positivamente, affermando che ci sarà un’ampia partecipazione da parte degli elettori, inclusi molti nuovi sostenitori.

Se qualche contestazione dovesse emergere, Borghi è convinto che non rappresenterebbe una realtà oppositiva sostanziale. “Le contestazioni dovrebbero esserci se si percepisse una maggioranza contro il segretario. In questo momento, mi sembra esattamente il contrario”, ha dichiarato.

La Lega lontana dai tempi di gloria

Tuttavia, la situazione politica presenta sfide significative: la Lega ha visto un calo della popolarità rispetto al 34% raggiunto in passato in Lombardia, con diversi sondaggi recenti che la collocano attualmente attorno al 5-6%. Per Borghi, la mancanza di consenso deve essere analizzata in relazione alle scelte fatte in passato, come sostenere governi moderati e l’ex premier Mario Draghi, le quali hanno alienato l’elettorato.

In risposta alle recenti rilevazioni, Borghi ha accusato i sondaggi di essere “addomesticati” e non rappresentativi della realtà, prevedendo un ritorno della Lega a percentuali decisamente più elevate alle Politiche del 2027. “Sono convinto che saremo sopra il 10%”, ha affermato, mentre la fronda dei governatori prepara la sua prossima mossa verso Pontida, senza segni di arretramento da parte del segretario Salvini.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere