Foto della fame a Gaza: autentica o propaganda?

07.08.2025 11:35
Foto della fame a Gaza: autentica o propaganda?

La polemica sulla propaganda di guerra e la situazione a Gaza

Inizialmente presentata come un invito alla riflessione sulla propaganda di guerra e le conseguenze di conclusioni affrettate, la questione si è rapidamente trasformata in un acceso dibattito mediatico e uno strumento di propaganda. Domenica scorsa, il Süddeutsche Zeitung ha diffuso un articolo intitolato «Quanto vere sono le immagini di Gaza?», analizzando il contesto attraverso il quale le foto emergono dalla Striscia, dove Israele limita l’accesso alla stampa internazionale, eccetto rare eccezioni, e dove Hamas esercita un controllo rigoroso sulla libertà di stampa, riporta Attuale.

L’articolo, redatto da Nicolas Freund, include interviste a diversi esperti, tra cui Christopher Resch, rappresentante di Reporter Senza Frontiere, il quale avverte riguardo la censura imposta da Hamas: «È probabile che ben poco materiale riesca a oltrepassare la censura di Hamas».

Freund fa notare che nel Nord di Gaza sono i soldati israeliani a influenzare le immagini diffuse. Un altro esperto, Gerhard Paul, storico della fotografia e professore emerito all’Università di Flensburg, sottolinea l’importanza del contesto, evidenziando che le foto circolanti possono essere autentiche ma presentate in un certo modo.

Per chiarire questa questione, il Süddeutsche Zeitung ha pubblicato una foto controversa che ha scatenato una bagarre. L’immagine mostra il fotoreporter Anas Fteiha, collaboratore dell’agenzia statale turca Anadolu, intento a fotografare un gruppo di palestinesi che, affacciati su un muretto, agitano contenitori vuoti, come se stessero aspettando cibo. Tuttavia, dall’inquadratura non emerge alcuna distribuzione di aiuti, rendendo evidente che si tratta di una fotografia st staged, in cui i gesti degli individui sembrano essere diretti verso l’obiettivo. Il fotoreporter è stato successivamente «inciampato dai suoi colleghi», come ci racconta Khames Alrefi, sempre di Anadolu.

Fast forward di due giorni, dove la Bild, popolare tabloid tedesco, rilancia la storia, ma con una narrazione diversa: «Questo fotografo di Gaza mette in scena la propaganda di Hamas». Questo caso specifico di Anas Fteiha diventa il fulcro della discussione. Tuttavia, il tabloid stesso riconosce che «la sofferenza dei civili a Gaza è immensa», ma questa affermazione sembra passare in secondo piano in mezzo alla tempesta mediatica, che finisce per diventare un’arma retorica per chi nega l’esistenza della crisi alimentare a Gaza.

Il ministero degli Esteri israeliano sfrutta la vicenda per sostenere l’idea di Pallywood, un neologismo che combina «Palestina» e «Hollywood», usato da chi sostiene Netanyahu per mettere in dubbio la veridicità della crisi umanitaria e delle morti palestinesi. Barak Ravid, giornalista israeliano premiato per il suo lavoro alla Casa Bianca, risponde: «Israele non consente l’ingresso della stampa internazionale a Gaza, il che rende difficile avere fonti indipendenti riguardo a ciò che accade».

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