Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento al disegno di legge Concorrenza che mira a eliminare il divieto di affiggere messaggi sessisti, omofobi o lesivi della dignità su strade, veicoli e mezzi pubblici, attualmente in vigore. I firmatari, il capogruppo al Senato Lucio Malan e l’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese, sostengono che tale divieto rappresenti una limitazione della libertà di espressione. L’iniziativa non è incentrata sulla sicurezza stradale, ma si propone di cancellare tre commi introdotti nel 2021 con un emendamento al decreto Infrastrutture e Trasporti del governo Draghi, riporta Attuale.
La destra torna all’attacco: «È censura alla libertà d’espressione»
Secondo Fratelli d’Italia, il divieto odierno rappresenta un bavaglio alla libertà d’espressione. Malan affermava già nel 2021: «Come è possibile che in un decreto su infrastrutture e sicurezza stradale sia stata inserita una norma ideologica, volta a limitare la libertà di espressione?». Questa posizione è sostenuta anche dai movimenti pro vita, che hanno criticato la norma definendola un «ddl Zan mascherato». Il presidente di Pro Vita & Famiglia, Antonio Brandi, si interrogava: «Sarà ancora possibile affermare in una pubblicità che i bambini sono maschi e le bambine sono femmine?». La nuova iniziativa di FdI risponde a queste critiche, mirando a rimuovere qualsiasi vincolo contenutistico alla cartellonistica stradale.
Un divieto nato per contrastare stereotipi e violenze
La norma contestata è stata concepita per contrastare messaggi offensivi e violenti nello spazio pubblico, offrendo protezione ai diritti delle persone più esposte a discriminazioni. Il testo approvato nel 2021 stabiliva infatti il divieto di pubblicità che violasse il rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili e politici, promuovendo al contempo il rispetto delle diversità. Raffaella Paita, deputata all’epoca, ha difeso con fermezza questa scelta, descrivendola come un risultato di un lavoro trasversale volto a valorizzare temi sociali.
La battaglia di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia ora intende sovvertire questa impostazione in nome di una “liberalizzazione” della comunicazione pubblicitaria, che potrebbe aprire la strada a messaggi discriminatori. Questa proposta è considerata da molti osservatori come paradossale. Fonti dell’opposizione hanno commentato su Domani che il concetto di concorrenza evocato da FdI rischia di diventare la possibilità di competere a colpi di sessismo e omofobia. L’emendamento è attualmente in esame presso la commissione Industria e Commercio del Senato, con le votazioni sul disegno di legge Concorrenza in previsione nei prossimi giorni. L’approvazione dell’emendamento cancellerebbe una norma simbolo nella lotta contro i messaggi d’odio nella comunicazione promozionale.
Incredibile che in un paese come l’Italia si voglia tornare indietro rispetto a leggi che proteggono i diritti di tutti. La libertà di espressione non dovrebbe significare promuovere messaggi di odio e discriminazione. È una questione di rispetto, non di censura!!!