Furto al Louvre: arrestati quattro sospetti e rivelata la password della videosorveglianza

02.11.2025 13:15
Furto al Louvre: arrestati quattro sospetti e rivelata la password della videosorveglianza

Incursione al Louvre: arresti e criticità nella sicurezza del museo

Quattro persone sono attualmente detenute in relazione al clamoroso furto avvenuto lo scorso 20 ottobre al Louvre, uno dei musei più celebri al mondo. Recenti verifiche hanno messo in evidenza che i problemi di sicurezza del museo sono radicati nel tempo. A preoccupare è emerso il fatto che la password per accedere al server della videosorveglianza fosse facilmente prevedibile: «Louvre», riporta Attuale.

Dopo un iniziale tentativo di difesa da parte delle autorità, la ministra della Cultura, Rachida Dati, ha cambiato tono, ammettendo le gravissime mancanze nella sicurezza del Louvre. La Dati, che intende candidarsi a sindaco di Parigi alle prossime elezioni municipali, ha assicurato che farà piena luce sulle lacune e responsabilità emerse, accogliendo anche la richiesta di un’audizione al Senato il 28 ottobre. Il quotidiano Libération ha rivelato notizie allarmanti riguardanti appalti e ispezioni che dimostrano come i problemi di sicurezza siano cronici, riguardando anche la rete informatica del museo.

In particolare, il rapporto dell’Agenzia nazionale della sicurezza dei sistemi informatici, commissionato dal Louvre nel 2014, ha segnalato vulnerabilità nella rete che controlla i dispositivi di sicurezza del museo. Gli esperti avvertivano che chi avesse potuto controllare questa rete avrebbe reso più semplice il furto di opere d’arte.

Le password usate nel 2014 per accedere ai sistemi di sorveglianza, quali «LOUVRE» e «THALES», non hanno evidenziato un’adeguata evoluzione della sicurezza informatica. La recente incursione del 19 ottobre, avvenuta in pieno giorno, ha mostrato una volta di più come la leggerezza nelle misure di sicurezza possa aprire la strada a operazioni audaci da parte dei ladri. I criminali hanno utilizzato un camion con un montacarichi, parcheggiato in modo sospetto e allestito per facilitare la fuga.

Le indagini ora si stanno concentrando su un duplice fronte: una inchiesta amministrativa, che esamina le falle nella sicurezza, e un’indagine giudiziaria per identificare i responsabili e recuperare i gioielli rubati. Dopo giorni senza progressi, due ondate di arresti hanno portato alla cattura di tre dei presunti complici del furto, avvenuto nella galleria di Apollo, dove i ladri hanno impiegato smerigliatrici per frantumare le vetrine e rubare gioielli dal valore complessivo di 88 milioni di euro.

Inoltre, tra i detenuti c’è anche una donna di 38 anni sospettata di essere legata a uno dei membri della banda. Anche se il suo DNA è stato rinvenuto sulla scena del crimine, gli inquirenti sospettano che si tratti di una contaminazione indiretta. Il suo compagno, un ladro abituale con un curriculum penale lungo, potrebbe non rientrare nella fascia della criminalità organizzata, confermando la natura opportunistica del furto.

In merito ai gioielli rubati, attualmente non rintracciabili, l’ufficio del procuratore di Parigi sta investigando su possibili percorsi di vendita nel mercato parallelo, non escludendo che possano già essere stati venduti all’estero. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, rimane fiducioso nel recupero dei beni rubati, stimando che ci siano varie piste da seguire per individuarli.

1 Comment

  1. Ma dai, non ci posso credere! Hanno rubato al Louvre e la password era così semplice? Che incompetenza!!! È incredibile pensare che un museo così importante abbia queste falle nella sicurezza. Se succede lì, cosa succede nei musei più piccoli? 🤔

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