Gadi Eisenkot: L’ex capo di stato maggiore israeliano si propone come alternativa a Netanyahu
GERUSALEMME – Durante il funerale del figlio, Gadi Eisenkot ha ricordato il suo arrivo tardivo alla nascita di Gal, deceduto in un attacco a Gaza nel dicembre 2023. Ora, Eisenkot si è impegnato a onorare il sacrificio dei caduti promettendo di non lasciare che sia stato vano, mentre persegue la promessa di fame di pace e stabilità in Medio Oriente, riporta Attuale.
L’ex capo di stato maggiore, colpito dalla perdita di familiari nel conflitto, non si limita a pensare a una vittoria militare contro Hamas, Hezbollah e gli ayatollah iraniani, come delineato dal governo attuale. Al contrario, si focalizza sul futuro e sulle sue ripercussioni, entrando a far parte del consiglio di guerra ristretto dopo gli attacchi dell’7 ottobre 2023 e cercando di influenzare un Netanyahu percepito come un leader solista. Eisenkot ha espresso disaccordo sulla gestione della crisi degli ostaggi, criticando le tregue rinviate, ma rimane attivo in politica per garantire un migliore avvenire alle nuove generazioni e agli israeliani sopravvissuti.
Facendo il suo debutto sulla scena politica, Eisenkot ha saputo far crescere il suo partito Yashar nei sondaggi, conquistando posizioni anche rispetto al Likud di Netanyahu e superando concorrenti come Naftali Bennett e Yair Lapid. Questo ex generale, che ha passato 44 dei suoi 66 anni in uniforme, è ora visto come il principale contendente del premier dopo quasi vent’anni al potere.
In un contesto di crescente polarizzazione in Israele, Eisenkot emerge come un’alternativa alla figura ingombrante di Netanyahu. A differenza dei suoi avversari, ha servito nella Brigata Golani, conosciuta per la sua storia di fanteria, rappresentando una figura di «uomo normale» nel panorama politico israeliano. Nato a Tiberiade e cresciuto a Eilat, è figlio di immigrati marocchini e, se eletto, diventerebbe il primo primo ministro di origine mizrahi.
Nonostante i tentativi del primo ministro di dipingerlo come un debole a causa del suo accento, molti israeliani sembrano inclini a sostenere Eisenkot, certo che Netanyahu prenda decisioni sbagliate. Eisenkot, replicando alle critiche, ha chiesto dove fosse l’inglese perfetto di Netanyahu durante eventi cruciali come il 7 ottobre o nel rafforzare i legami con gli Stati Uniti, oggi ai minimi storici.
La sua eloquenza ricorda quella di Yitzhak Rabin, evocando nostalgia per un’era di leadership differente, anche se Eisenkot non è ancora pronto a riavviare il processo di pace con i palestinesi, interrotto tragicamente con l’assassinio di Rabin nel 1995.