Offensiva a Gaza: oltre cento morti nel primo giorno di attacchi
Una nuova offensiva israeliana ha causato oltre cento vittime nel primo giorno di bombardamenti su Gaza, con l’esercito che ha preso il controllo del 40% di Gaza City, la roccaforte di Hamas. L’intensificarsi dell’operazione militare ha spinto circa 370.000 persone a fuggire, mentre altre 600.000 rimangono in pericolo. «Non ci diamo limiti di tempo», ha dichiarato un portavoce dell’IDF, riporta Attuale.
I residenti di Gaza City si trovano in una situazione disperata. Hosni Hawa, un rifugiato, ha raccontato di come sia scappato verso sud per sfuggire ai bombardamenti, descrivendo un paesaggio infernale dove le esplosioni risuonano incessantemente. Il costo per fuggire è insostenibile: 1.500 dollari per solo sei chilometri. «Non c’è più un luogo sicuro a Gaza City», ha detto Hawa, indicando che le case sono tutte sotto attacco.
Il governo israeliano, guidato dal ministro della Difesa Israel Katz, ha confermato l’invio di 60.000 riservisti per supportare l’operazione. Katz ha dichiarato: «Non cederemo, né torneremo indietro! Vogliamo prendere il controllo di Gaza City, poiché rappresenta il simbolo del governo di Hamas. Se Gaza City cade, anche Hamas cadrà». Tuttavia, il prezzo in vite umane è alto, con segnalazioni di 106 morti e diecimila bambini gravemente malnutriti a Gaza City.
I rappresentanti dell’ONU hanno espresso la loro indignazione, con il Segretario Generale António Guterres che ha descritto la situazione come «moralmente, politicamente e legalmente intollerabile». La preoccupazione crescente per una escalation del conflitto è stata condivisa anche dal governo egiziano, che ha avvertito di essere «sull’orlo di una nuova fase di caos totale».
La situazione umanitaria in Gaza si aggrava ulteriormente, con testimonianze di rifugiati che malgrado le condizioni disastrose continuano a cercare riparo. Padre Ibrahim Faltas ha dichiarato che la sua parrocchia sta facendo del suo meglio per fornire assistenza a circa 450 rifugiati, ma che le risorse sono estremamente limitate. «La situazione va peggiorando, non abbiamo molto, ma quello che abbiamo lo distribuiamo», ha affermato.
La comunità internazionale guarda con crescente ansia alla crisi, mentre le speranze di una risoluzione pacifica sembrano svanire in un conflitto sempre più sanguinoso e complesso.
È una cosa impensabile! Oltre cento morti in un solo giorno… e la situazione a Gaza City è semplicemente terribile. Come si può continuare così? Nella vita di tutti i giorni ci preoccupiamo per problemi più banali, ma lì c’è un inferno! Che tristezza, spero che il mondo si muova per fare qualcosa.