Giorgetti difende la procedura di vendita delle quote MPS di fronte alle accuse
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha respinto con fermezza le accuse di ingerenza nella vendita delle quote di Mps, affermando che la procedura è stata “aperta, trasparente e competitiva”, riporta Attuale. Durante un intervento di quindici minuti di fronte ai deputati, Giorgetti ha sottolineato che non vi è stata alcuna pressione nei confronti del management di Mps, che ha assicurato di aver agito in modo autonomo nella gestione delle scelte aziendali.
Il ministro ha chiarito che le interazioni con i rappresentanti del sistema creditizio sono state orientate a favorire un futuro stabile per l’istituto, senza escludere altri investitori dall’operazione di vendita. Ha inoltre specificato che il Ministero non era a conoscenza dei nomi degli investitori coinvolti nella cessione del 15% di Mps. Questo passaggio ha acceso i riflettori sulla Procura di Milano, che ha aperto un’indagine in merito a possibili accordi occulti tra i principali azionisti.
Giorgetti ha rimarcato che “nessun investitore è stato escluso” durante l’asta per il 15% di Mps, smentendo le affermazioni dell’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel. Il ministro ha anche ricordato che un precedente accordo con UniCredit era fallito a causa di divergenze sulle responsabilità economiche dello Stato per rendere l’acquisizione accettabile.
Riguardo all’acquisizione da parte di Mps di Mediobanca, il ministro ha affermato che “la decisione è stata presa dai manager in modo autonomo”, ribadendo l’assenza di pressioni esterne. Giorgetti ha annunciato che il Mef deterrà una quota residua del 4,6% in Mps, e che le strategie future non saranno orientate esclusivamente verso esigenze di cassa, ma piuttosto in un’ottica strategica. Inoltre, ha confermato che il Mef non presenterà alcuna lista per il rinnovo del cda in conformità con gli impegni europei.
Le dichiarazioni di Giorgetti non hanno convinto l’opposizione. Il deputato del M5S ha definito le risposte del ministro come “evasive”, mentre Benedetto Della Vedova di +Europa ha richiesto un’indagine conoscitiva sull’accaduto. La prossima primavera si dovrà nominare il nuovo vertice di Mps, e attualmente si prevede che la banca presenti una lista per il rinnovo del cda con i membri uscenti. Nel frattempo, l’istituto è in attesa di approvazione da parte della BCE delle modifiche statutarie necessarie per consentire la presentazione della lista, data l’impossibilità dei due soci privati di farlo autonomamente.
Ma dai! Non ci credo che Giorgetti possa pensare di convincere tutti con queste dichiarazioni. Sembra un po’ come quando il gatto cerca di giustificare di aver rovesciato il latte… Ogni volta si scoprono nuovi “favoritismi” e nei fatti la trasparenza sembra solo un sogno! Se continua così, chi crederà più a queste parole?