Guadagni fino a 150mila euro per gli arbitri di serie A: indagini e divisioni nel sistema

28.04.2026 10:15
Guadagni fino a 150mila euro per gli arbitri di serie A: indagini e divisioni nel sistema

Milano, 28 aprile 2026 – Carriera e promozioni da una parte, bocciature e dimissioni dall’altra. In mezzo soldi, tantissimi soldi. Quelli che possono dividere il sistema in fazioni, provocando faide e malumori, gelosie e denunce, riporta Attuale.

Quanto guadagnano gli arbitri

Fare l’arbitro sarà pure una ’missione’, di sicuro a certi livelli è ben remunerata. Ancor meglio se si ricopre l’incarico di direttore di gara, ma non si lamentano neppure gli addetti al Var o gli assistenti. Questo perché, cifre alla mano, da noi gli emolumenti sono sottostanti solo a quelli di Spagna e Germania e superiori rispetto a colleghi inglesi e francesi.

Così, se l’inizio del sogno vale solo un rimborso forfettario (dipende dal luogo in cui si arbitra a livello regionale o sezionale), l’ambizione è quella un giorno di dirigere una finale di Champions (valore 10.000 euro lordi).

Incassi oltre 150mila euro a stagione

Restando sull’attualità, invece, a quattro giornate dalla fine della serie A c’è una classifica parziale della top ten di “fischietti“ italiani più utilizzati (sul podio Doveri con 17 gare, seguito da Massa con 16 e il terzetto Guida-Mariani-Sozza a quota 15) e che dunque possono già vantare maggiori guadagni. Con cifre (senza considerare designazioni in altre competizioni, anche internazionali) che vanno oltre i 150mila euro a stagione sportiva per chi arriva a dirigere 18-20 match del massimo campionato.

Come si calcola lo “stipendio”

Facile fare i conti. Dirigere una partita di serie A vale 4.000 euro lordi (la metà se si tratta di una partita del torneo cadetto). Poi ci sono gli altri ’attori’ protagonisti: gli assistenti guadagnano 1400 euro a testa (600 in serie B), il quarto ufficiale 500 (200 in B), il Var 1.700 (800 in B) e l’Avar 800 euro (400 in B). Cifre a cui va aggiunto il compenso “fisso“ che viene calcolato in base a varie fasce: 90.000 euro per i direttori di gara internazionali ed ex internazionali, 60.000 euro per arbitri con più di 50 partite dirette, 30.000 per i ’fischietti’ con meno di 50 gare fischiate.

Per quanto riguarda gli assistenti, le cifre relative al compenso fisso variano da un minimo di 8.000 euro a un massimo di 30.000 euro e così per i Var o gli Avar.

Quali arbitri hanno guadagnato di più

Dopo 34 giornate di campionato Massa di Imperia (che ha pure fischiato, tra l’altro, in cinque partite di Champions League e tre di Europa League) ha guadagnato solo per la serie A ben 154.000 euro (64.000 più 90.000), contro i 150.000 (60.000 più 90.000) di Guida, Mariani e Sozza. Doveri (finito suo malgrado nelle carte dell’inchiesta milanese poiché indicato come “arbitro poco gradito all’Inter”), pur avendo diretto più partite (17), per ora è fermo a 128.000 perché il compenso fisso è inferiore (60.000). Fra i dieci arbitri italiani più utilizzati in A ci sono anche Fabbri, La Penna, Zufferli, Colombo e Chiffi (con 14 gare) e Marchetti. Meno contenti Pezzuto, Dionisi, Massimi, Perenzoni e la Ferrieri Caputi designati solo in una circostanza (ma la livornese si può “consolare“ con le 14 direzioni nel torneo cadetto).

1 Comment

  1. Ma come si può giustificare tutto questo denaro per degli arbitri? Cioè, capisco che il calcio è un business, ma sembra che ci siano più soldi in gioco che nel mercato! E non parliamo delle tensioni e delle rivalità che ne derivano. È un’ipocrisia totale!

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere