I negoziati non basteranno: l’America parte da una posizione meno favorevole

21.04.2026 07:35
I negoziati non basteranno: l'America parte da una posizione meno favorevole

Kurt Volker: la situazione tra Stati Uniti e Iran

Kurt Volker, ex rappresentante Usa nella Nato e inviato per l’Ucraina, ha espresso preoccupazioni riguardo alla posizione negoziale di Donald Trump nel contesto attuale dei rapporti con l’Iran. Secondo Volker, entrambi i paesi non desiderano continuare la guerra, ma la situazione rimane tesa, con gli ayatollah che cercano di ottenere il massimo dalle negoziazioni, mentre gli Stati Uniti puntano a impegni più rigorosi. «Sauditi preoccupati», riporta Attuale.

Volker, con una carriera diplomatica di oltre 30 anni, ha servito come rappresentante Usa nella Nato dal 2008 al 2009. La sua esperienza include anche un mandato come inviato per l’Ucraina dal 2017 al 2019, a seguito della quale ha sviluppato una profonda comprensione delle dinamiche internazionali attuali. «Né gli Stati Uniti, né l’Iran vogliono continuare la guerra», ha affermato, evidenziando la frustrazione di Trump nel fare progressi, nonostante le minacce di distruzione totale. Entrambi i governi, ha osservato, si concentrano sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio internazionale.

Stando alle dichiarazioni di Volker, il prossimo round di negoziati tra Washington e Teheran non sarà decisivo. «Le delegazioni si lasceranno dichiarando di aver avuto un “confronto produttivo” e si vedranno ancora per continuare la trattativa», ha aggiunto, esprimendo scetticismo riguardo alla possibilità di un accordo significativo nel breve termine. Trump continua a cercare di esercitare pressione su Teheran, ma la realtà sul campo mostra che gli Stati Uniti non desiderano un’escalation militare.

Le tensioni si intensificano mentre gli Stati del Golfo esprimono forte preoccupazione per un possibile accordo che possa lasciare il regime iraniano in una posizione di forza. «I leader delle monarchie del Golfo temono che Trump possa firmare unaccordo generico, che non risolvesse la minaccia rappresentata dall’Iran», ha sottolineato Volker, avvertendo che questa ipotesi alimenterebbe l’instabilità nella regione.

Inoltre, Volker ha commentato il ruolo degli europei, sottolineando che possono accettare anche un accordo generico, purché porti alla fine del conflitto. «A quel punto potrebbero recuperare un ruolo per stabilizzare Hormuz, nell’ambito della NATO e con lo stesso Trump, se sarà disponibile», ha concluso, lasciando aperte le possibilità di un percorso diplomatico in un contesto altamente complesso e volatile.

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