DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – I leader europei si sono uniti per rafforzare il pilastro europeo della NATO, in risposta al parziale ritiro delle forze americane. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato: «Siamo molto uniti e vogliamo consolidare il pilastro europeo della Nato. Ci impegniamo e aumentiamo le nostre capacità e anche i nostri investimenti». Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza del ruolo europeo in materia di difesa, precisando: «L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza», sottolineando la complementarietà con gli Stati Uniti, riporta Attuale.
Friedrich Merz, ospite della riunione in Germania, ha espresso l’intenzione di rinnovare l’alleanza. Le dichiarazioni di Merz rispecchiano il messaggio di Keir Starmer, ex leader britannico, e Donald Tusk, premier polacco. Insieme hanno discusso dell’urgenza di affrontare la questione del parziale ritiro americano dall’Europa, lasciando a domande concrete come: come colmare il vuoto che lasceranno le forze americane?
Il vertice ha visto riuniti i leader dei cinque paesi con i più forti eserciti d’Europa, gli E5, i quali – per un giorno – hanno messo da parte le divergenze e le tensioni, in particolare quelle sollevate da Italia e Polonia, che si sono sentite escluse dalle decisioni riguardanti il dossier ucraino. La questione centrale rimane l’impatto del ritiro delle forze americane, e in particolare dei velivoli e delle capacità militari dislocate in Europa.
Cosa dire a Trump?
Con l’imminente vertice della NATO ad Ankara il 7 e 8 luglio, i leader devono concordare una strategia chiara prima di affrontare il presidente americano Donald Trump, che pianificherà il ritiro di importanti equipaggiamenti militari dall’Europa, secondo quanto riportato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung rinomata fonte non smentita. In particolare, il piano prevede la rimozione di 53 dei 154 caccia americani basati in Europa e dei sottomarini dotati di missili Tomahawk.
La risposta politica a questa situazione è stata l’impegno da parte dei leader europei di accrescere le loro capacità e investimenti nei settori della difesa. Merkel ha dichiarato: «Vogliamo fare del vertice della NATO un successo». Un sentimento accolto calorosamente da Macron, che ha aggiunto che gli europei e gli americani si stanno avvicinando.
Rutte in collegamento
Nella riunione ha preso parte anche Mark Rutte, segretario generale della NATO, in videoconferenza da Washington. Obiettivo: affinare la proposta da presentare a Trump per non irritarlo e mantenere la sua partecipazione attiva nell’alleanza atlantica. Successivamente, i leader hanno cenato insieme per discutere ulteriormente le questioni di sicurezza.
Il comunicato di metà pomeriggio ha delineato chiari filoni d’azione: 1) i leader si impegnano ad assumere «maggiori responsabilità»; 2) intendono «rafforzare in modo proattivo la postura di deterrenza»; 3) pianificano un aumento degli investimenti militari, con particolare attenzione alla cooperazione industriale nella difesa aerea e nei sistemi senza pilota.
Messaggio a Putin
La questione ucraina è stata in cima all’agenda. Merz ha chiarito: «Il messaggio a Mosca è: il sostegno europeo non cede». Al G7 di Evian, è emerso un rinnovato clima di unità transatlantica. I leader hanno esortato Mosca a entrare nei colloqui di pace. In merito alla situazione nello stretto di Hormuz, si è confermato l’impegno per una missione militare multinazionale, a guida franco-britannica, da avviare solo quando ci saranno le condizioni per farlo. Meloni ha confermato che l’Italia farà la sua parte.
L’addio a Starmer
Questa è stata l’ultima riunione per Keir Starmer, il quale ha lasciato il segno anche se sconfitto. Merz e Macron hanno lodato il suo contributo a una NATO forte e a una Europa unita, esprimendo il loro riconoscimento per il suo coraggio e la sua integrità. In un gesto di amicizia, Starmer ha apprezzato il lavoro svolto insieme su temi cruciali per la sicurezza europea.
Che scenario incredibile! Sembra che l’Europa stia finalmente cercando di prendere sul serio la sua difesa. È ora che ogni paese inizi a assumersi le proprie responsabilità, soprattutto in un momento così critico! E se davvero vogliamo colmare il vuoto lasciato dagli americani, ci vogliono investimenti reali e un vero impegno.