Il cubo nero di Firenze sotto inchiesta: il procuratore apre un fascicolo per violazioni edilizie

29.08.2025 03:55
Il cubo nero di Firenze sotto inchiesta: il procuratore apre un fascicolo per violazioni edilizie

Firenze, 29 agosto 2025 – Il procuratore capo di Firenze, Filippo Spiezia, ha avviato un’indagine conoscitiva riguardante il nuovo palazzo con un cubo nero costruito sulla sua cima in sostituzione dell’ex Teatro Comunale. Questa azione permette di accertare se ci siano state violazioni delle normative edilizie e urbanistiche nella realizzazione del progetto, situato in un’area protetta dall’Unesco. Al momento, non si registrano indagati e Palazzo Vecchio non ha rilasciato commenti, benché sia stato sottolineato che il Comune aveva approvato il progetto seguendo le procedure della Soprintendenza, riporta Attuale.

Le dichiarazioni di Andrea Pessina, ex sovrintendente dal 2016 al 2022, sono emblematiche: ha affermato di “non ricordare” come sia stato possibile che gli uffici avessero fornito il via libera al progetto. Questa vicenda, inizialmente sollevata da La Nazione a seguito della forte reazione della popolazione fiorentina, ha conquistato l’attenzione anche del Regno Unito, con articoli dedicati su testate come il Daily Mail e il Times di Londra. “Una questione che potrebbe portare Firenze a perdere lo status di città UNESCO, ottenuto nel 1982”, ha avvertito il Times, ricordando come altre città, tra cui Liverpool e Dresda, abbiano già perso tale riconoscimento per motivi simili. Secondo un sondaggio de La Nazione, il 73% degli intervistati preferirebbe la demolizione dell’edificio, con solo il 5% che ne apprezza la costruzione.

Il dibattito si è ulteriormente infittito dopo un’intervista con l’ex sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha espresso il suo disappunto per il progetto, dichiarando: “Il progetto non mi piace per niente, in particolare per le scelte cromatiche e di materiali”. Nardella ha specificato che un sindaco non ha il potere di scegliere gli architetti o di definire l’estetica di un progetto, responsabilità attribuita alla Soprintendenza.

Durante l’intervista, Nardella ha chiarito il suo ruolo all’interno del processo: “I miei atti politici sono stati relativi al piano di recupero”, ha spiegato, affermando che la Commissione paesaggistica del Comune opera in modo indipendente e che le sue decisioni sono state vincolate dalle leggi italiane, le quali richiedono un parere obbligatorio della Soprintendenza sul progetto.

Le accuse di pressioni politiche sono state sollevate, ma Nardella ha giudicato tali affermazioni come gravi e ha sottolineato l’importanza dell’attuale indagine per verificare la correttezza della procedura. La questione del futuro del patrimonio architettonico di Firenze continua a generare dibattito e preoccupazione, riflettendo le sfide che molte città europee affrontano nella salvaguardia del loro patrimonio culturale di fronte alla modernizzazione e agli interessi immobiliari.

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