Il massacro nel campo profughi di Zamzam in Darfur: oltre 1.500 morti e 400.000 sfollati

15.08.2025 13:35
Il massacro nel campo profughi di Zamzam in Darfur: oltre 1.500 morti e 400.000 sfollati

Attacco al campo profughi di Zamzam: oltre 1.500 vittime nel Darfur

Il campo profughi di Zamzam, situato nella regione del Darfur in Sudan, è stato teatro di un attacco letale da parte delle Rapid Support Forces (RSF) lo scorso aprile, con un bilancio che supera le 1.500 vittime, secondo un’inchiesta pubblicata da Attuale, riporta Attuale. L’incidente conferma la gravità della situazione nella regione, colpita da una sanguinosa guerra civile contro l’esercito sudanese. Le RSF hanno espulso 400.000 persone dal campo e perpetrato crimini atroci durante un massacro che ha avuto luogo in tre giorni.

Durante l’attacco, i miliziani delle RSF hanno ucciso in massa, con molte vittime che sono morte di fame o sete mentre cercavano di fuggire verso zone più sicure. Un gran numero di donne è stato soggetto a violenze sessuali, e molte di loro sono state rapite e non hanno più dato notizie. Le atrocità perpetrate a Zamzam sono tra le peggiori dall’inizio del conflitto, in un contesto già segnato da accuse di crimini di guerra da entrambe le parti coinvolte. Secondo le Nazioni Unite, il Sudan sta affrontando una delle crisi umanitarie più gravi del Ventunesimo secolo, con 12 milioni di sfollati e un numero di morti che si stima superi le 150.000 unità.

Il controllo del territorio in Sudan è frammentato e non esistono fronti definiti. Le RSF detengono una buona parte del Darfur, mentre il governo sudanese mantiene il controllo su una ristretta area, tra cui la città di Al Fashir, situata a soli 15 chilometri a nord di Zamzam. Prima dell’attacco, il campo era sotto la protezione del governo e delle milizie locali alleate.

Zamzam, un campo per sfollati istituito nel 2004, ospitava circa 500.000 persone prima degli attacchi. Era originariamente destinato a proteggerli dall’ethnic cleansing perpetrato dai Janjawid all’inizio degli anni Duemila. Queste milizie, formate principalmente da nomadi arabi, erano state impiegate dal governo sudanese per devastare le comunità locali e hanno dato vita alle RSF, le quali continuano a portare avanti una politica di violenza contro le tribù africane non arabe.

Dopo l’attacco l’11 aprile 2025, le RSF hanno bombardato il campo e dato fuoco alle abitazioni, senza incontrare una resistenza significativa. I pochi difensori erano in netta inferiorità numerica rispetto ai miliziani. I sopravvissuti raccontano di un massacro avvenuto in piazza Saloma, dove uomini, donne e bambini venivano selezionati e, in molti casi, uccisi. Al termine del massacro, circa 400.000 persone sono fuggite verso Al Fashir e Tawila, con molte che non sono sopravvissute al viaggio a causa della mancanza di acqua e cibo e ulteriori attacchi delle RSF.

Le autorità internazionali hanno tardato nel riconoscere l’entità del massacro, e solo dopo diverse settimane sono trapelate notizie attendibili, con i dettagli degli attacchi che continuano a emergere lentamente a causa delle restrizioni imposte dalle RSF. Nonostante gli sforzi per racimolare supporto internazionale e umanitario, le reazioni sono state insufficienti e spesso tardive.

Il 15 aprile 2025, una conferenza internazionale sul Sudan si è tenuta a Londra, ma non si è fatto riferimento ai recenti eventi sanguinosi, nonostante le informazioni fossero già note dal giorno dell’attacco. La mancanza di una risposta adeguata, anche in presenza di rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti, accusati di supportare le RSF, ha sollevato interrogativi sui reali motivi dietro l’inazione della comunità internazionale.

Attualmente, Zamzam è sotto il controllo delle RSF, e la situazione per coloro che sono rimasti è critica, mentre gli attacchi contro altri campi profughi continuano. La crisi umanitaria nelle aree circostanti, comprese Tawila, persiste, flagellata da carestia e diffusione di malattie, tra cui il colera. La Corte Penale Internazionale ha avviato un’indagine sui crimini nel Darfur, riconoscendo finalmente la gravità della situazione.

1 Comment

  1. È veramente vergognoso che nel 2025 stiamo ancora assistendo a simili atrocità. Questi massacri in Sudan mi fanno pensare a quanto poco sia cambiato nel mondo. A che serve tutto il progresso che vantiamo quando ci sono persone che soffrono così tanto? Non c’è giustizia. Davvero incredibile!!!

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