Il ministro Nordio propone di rivedere l’obbligo di azione penale in vista del referendum

11.02.2026 08:45
Il ministro Nordio propone di rivedere l'obbligo di azione penale in vista del referendum

La riforma della giustizia in Italia: un’analisi pre-referendaria

Roma, 11 febbraio 2026 – Il referendum sulla giustizia si avvicina rapidamente, spingendo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ad adottare un approccio diretto. In un recente intervento televisivo, Nordio ha affermato che “di fronte a molti errori nessuno ha mai pagato”, sottolineando la necessità di riportare l’equilibrio nella divisione dei poteri, visto che la magistratura “ha invaso il campo”. Le sue parole non lasciano spazio a fraintendimenti: “Se vince il No, vincono le procure”, riporta Attuale.

Nordio ha inoltre criticato l’obbligatorietà dell’azione penale, definendola “arbitraria” e proponendo l’adozione di una “direttiva unica e omogenea” per stabilire le priorità da parte di un organismo congiunto, coinvolgendo il Parlamento o il Csm. Questi commenti pongono in difficoltà gli esponenti della sinistra, già schierati a favore del Sì. Il confronto tra Nordio e la premier Meloni ha assunto toni accesi, con Meloni che ribalta la narrazione affermando che la riforma è la più giustizialista possibile. I sostenitori del Sì temono una sconfitta: “Se Nordio e Meloni continuano con gli attacchi ai giudici, vincerà il No”, avvertono.

Le reazioni sono trasversali. Coloro che sostengono il Sì stanno cercando di mobilitare l’elettorato, avvertendo che è necessario “sporcarsi le mani”. Ex deputati del Pd, come Anna Paola Concia, richiamano l’importanza di comunicare la verità, mentre Chicco Testa sottolinea che le nuove norme “aumentano il diritto dei cittadini a essere giudicati in maniera equa”. Il presidente di Sì Separa, Gian Domenico Caiazza, lancia uno slogan per cambiare il clima della campagna: “Un giudice più libero per una giustizia più giusta”. Tuttavia, la sinistra sembra divisa e in difficoltà di fronte alla possibilità di una vittoria del No.

Allo stesso tempo, la destra minimizza le preoccupazioni, etichettando i sondaggi come “farlocchi”. Ma l’allerta è alta nel fronte garantista. “Dobbiamo raccontare la verità semplicemente”, afferma Concia, mentre diversi esponenti continuano a mettere in guardia sui rischi di una vittoria del No. La campagna referendaria sta così assumendo contorni sempre più serrati, mentre gli schieramenti si delineano chiaramente.

In un intervento a sorpresa, Marina Berlusconi ha espresso il suo sostegno alla riforma, affermando che non lo fa per il suo cognome ma perché “è la cosa giusta”. L’appello di Berlusconi mira a “spezzare un giogo che soffoca tutti”, mentre critica la “minoranza di magistrati ideologizzati” che danneggiano il sistema giudiziario italiano.

Nonostante ciò, la campagna referendaria presenta delle sfide significative. Fratelli d’Italia (FdI) affronterà le questioni della campagna durante la direzione nazionale. Giorgia Meloni, tuttavia, non sarà presente, essendo impegnata in questioni internazionali ad Addis Abeba. La sua posizione sulla campagna resta incerta, ma la situazione continua ad evolversi rapidamente e le reazioni politiche si intensificano.

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