Il sindaco di Bologna difende la manifestazione per Fakir e critica il silenzio del governo

22.07.2026 02:35
Il sindaco di Bologna difende la manifestazione per Fakir e critica il silenzio del governo

Bologna, tensioni e richieste di dimissioni per il sindaco dopo la manifestazione

Bologna, 22 luglio 2026 – Matteo Lepore è sotto attacco dopo la notte di violenze che ha seguito la manifestazione in memoria di un 42enne deceduto durante un intervento della polizia. La destra e i partiti come Azione chiedono le sue dimissioni, mentre il sindaco difende la scelta di convocare la piazza per Fakir, sostenendo che era fondamentale per dare voce al dolore e prevenire una strumentalizzazione del tragico evento, riporta Attuale.

Lepore ha affermato: “È importante che quella piazza ci sia stata, perché altrimenti non avrebbe avuto voce e si sarebbe confusa con l’altra. E quel dolore sarebbe stato strumentalizzato. Credo che, alla fine di tutto, si capirà che è stata una giornata importante…”. Il sindaco ha anche criticato il governo, indicando che il silenzio da parte delle istituzioni è inaccettabile: “La famiglia della vittima non ha ancora ricevuto una telefonata né una parola di scuse”.

Riguardo alla possibilità di organizzare un presidio pacifico, Lepore è determinato: “Non dobbiamo darla vinta agli antagonisti. Sappiamo che nella nostra città c’è anche questa cultura. E io in questo mandato mi sono sempre opposto: riempire le piazze con un’alternativa democratica è il metodo di Bologna. Ed è importante, perché altrimenti avremmo regalato la memoria di Fakir agli antagonisti.” Ha citato il caso di Youssra, nipote di Fakir, la cui voce ha risuonato forte durante la manifestazione, imponendo rispetto per suo zio.

Il sindaco ha anche dovuto affrontare le domande sulla crescente violenza nella città. “Bologna, come tutto il mondo occidentale, ha visto un nuovo movimento per Gaza: migliaia di persone sono scese in piazza, una nuova generazione che nessuno prima aveva mai visto. È un movimento globale che sta ponendo domande profonde, non intercettate dalla politica e dalle istituzioni”, ha spiegato. Ha sottolineato l’importanza di coinvolgere i giovani piuttosto che limitarli a un confronto con la polizia: “Non possiamo solo rispondere con la polizia.”

Le reazioni alla manifestazione e agli eventi di violenza non si sono fatte attendere. L’avvocato dei poliziotti ha criticato il sindaco, affermando che “bisogna giocare sulla propria pelle, non su quella degli altri”. Lepore, in una lettera ai cittadini, ha espresso la sua solidarietà agli agenti feriti e ha dichiarato che la sua amministrazione non permetterà più ai violenti di prendere il controllo delle piazze. Ha chiesto invece che le istituzioni si facciano carico della responsabilità sociale e umana nei confronti della famiglia della vittima: “Perché Fakir è morto? Chi si assume la responsabilità di quanto accaduto?”

In un contesto di crescente tensione, si attende con interesse l’evoluzione della situazione a Bologna, dove il dibattito su come gestire le manifestazioni e le questioni giovanili si fa sempre più acceso. Le istituzioni saranno chiamate a rispondere non solo alle domande di giustizia, ma anche a quelle di inclusione e partecipazione sociale.

1 Comment

  1. Incredibile come la situazione a Bologna si stia deteriorando così in fretta. Mi chiedo: dove stiamo andando? Il sindaco ha ragione a difendere la manifestazione, ma la violenza non può essere tollerata. I giovani devono essere ascoltati, non solo controllati. Che tristezza vedere la nostra città in questo stato.

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