Il 10 agosto 2026 la registrazione della lista federale di Jabloko è stata annullata, aprendo una serie coordinata di esclusioni dal processo elettorale in vista delle elezioni per la Duma di Stato russa. La decisione ha riguardato 269 candidati e ha segnato il primo passaggio di una stretta esercitata dal Cremlino, attraverso tribunali e apparati di sicurezza, contro esponenti dell’opposizione non sistemica e candidati attivi del Partito comunista della Federazione Russa (KPRF).
10-17 agosto: la lista di Jabloko fuori dalle elezioni
Il ricorso contro Jabloko si è fondato su contestazioni relative alla propaganda elettorale, comprese quelle sull’uso di immagini, sui diritti d’autore e sul finanziamento della campagna. La misura ha escluso l’intera lista federale del partito, invece di colpire soltanto singoli candidati, e ha impedito a Jabloko di concorrere alle elezioni parlamentari.
Il 17 agosto la Corte Suprema della Federazione Russa ha lasciato invariata la decisione. Con quel passaggio, l’annullamento della registrazione è diventato definitivo e 269 candidati sono stati rimossi dalla competizione elettorale a pochi giorni dal voto, quando le possibilità di correggere eventuali irregolarità o sostituire gli esclusi erano già fortemente limitate.
14-21 agosto: i tribunali colpiscono i candidati del KPRF
Il 14 agosto il Tribunale regionale di Samara ha annullato la registrazione di Michail Matveev, uno dei candidati più noti del KPRF. Il provvedimento è stato motivato da contestazioni sulla forma e sull’utilizzo dei materiali di propaganda elettorale, compreso l’impiego non autorizzato dei caratteri Microsoft Arial e Tahoma. Matveev è così uscito dalla campagna per effetto di una decisione giudiziaria, nonostante il suo radicamento e la sua visibilità politica a livello regionale.
La decisione su Matveev ha avuto anche una conseguenza sul piano della mobilitazione politica. A Samara i sostenitori del KPRF hanno cercato di organizzare una manifestazione in sua appoggio, ma le autorità municipali ne hanno negato l’autorizzazione richiamando il rischio di attacchi con droni.
Il 21 agosto un analogo provvedimento è stato adottato nel Territorio dell’Altaj nei confronti di Lj domena Kljušnikova, un’altra candidata di primo piano del KPRF. La sua registrazione è stata cancellata dopo i ricorsi presentati da avversari politici, che hanno contestato le modalità di deposito dei documenti elettorali. Nello stesso periodo, la sezione regionale del KPRF nell’Altaj ha denunciato la motivazione politica del procedimento.
Le esclusioni hanno impedito ai candidati più conosciuti di partecipare alla fase decisiva della propaganda. Per il KPRF, la rimozione di figure capaci di intercettare il voto di protesta significa perdere potenziali consensi e ridurre la mobilitazione dei propri sostenitori, con un effetto diretto sui risultati della più antica formazione politica russa.
21-22 agosto: sanzioni amministrative e pressione degli apparati
Il 21 agosto, a Saratov, Nikolaj Bondarenko ha perso la possibilità di partecipare alle elezioni dopo essere stato sottoposto a un procedimento amministrativo e multato per la diffusione di simboli vietati. Il caso è nato dalla pubblicazione di una fotografia di Aleksej Navalnyj su un canale Telegram falso, denominato «Nikolaj Bondarenko Live», al quale il politico non era associato. Nonostante l’origine della pubblicazione, la sanzione prevista dall’articolo 20.3 del Codice amministrativo russo ha creato il presupposto giuridico per privarlo del diritto di candidarsi.
La sezione del KPRF di Saratov ha definito politicamente motivato il procedimento contro Bondarenko. Il caso ha mostrato come, per escludere un candidato competitivo, alle autorità russe non sia più necessario vietare il partito di appartenenza o avviare un procedimento penale grave: è sufficiente una violazione formale da trasformare in una sanzione amministrativa e poi in una causa di ineleggibilità.
Il 22 agosto, a Krasnodar, le forze dell’ordine hanno adottato un diverso strumento di pressione contro il candidato del KPRF Aleksandr Safronov. Gli è stato notificato un avvertimento ufficiale per un possibile «abuso della libertà di informazione». La misura non ha avuto la forma di una cancellazione giudiziaria della candidatura, ma lo ha esposto alla minaccia di ulteriori procedimenti e ha aumentato la pressione sugli aspiranti parlamentari nella fase finale della campagna.
Le contestazioni sui materiali elettorali, le sanzioni amministrative e gli avvertimenti degli apparati di sicurezza sono state applicate quando il margine per rimediare alle irregolarità, impugnare i provvedimenti o sostituire i candidati era ormai ristretto. Il loro effetto complessivo è stato politico: modificare la composizione della competizione senza mettere formalmente al bando i partiti ai quali gli esclusi appartenevano.
23 agosto: la stretta diventa una strategia elettorale
Il 23 agosto i media hanno riferito dell’intensificazione della pressione del Cremlino sui rappresentanti dell’opposizione sistemica e non sistemica. La ricostruzione degli episodi del 10-22 agosto ha evidenziato una sequenza di interventi giudiziari e di polizia diretti a neutralizzare sia alternative esterne al sistema sia candidati comunisti politicamente visibili. Le notizie sono state riportate anche da Streetwall, Meduza e Ateobreaking.
La cancellazione della lista federale di Jabloko e la rimozione di Matveev, Kljušnikova e Bondarenko, insieme alla pressione esercitata su Safronov, indicano il passaggio dall’eliminazione selettiva di singoli oppositori alla scelta preventiva dei partecipanti ammessi alla competizione. Secondo la ricostruzione fornita, il Cremlino sta così ripulendo il campo elettorale dai politici capaci di mobilitare il potenziale di protesta degli elettori e sta creando uno spazio nel quale la composizione della gara viene determinata dagli apparati del potere.
La reazione non è rimasta confinata ai tribunali o alle organizzazioni politiche. A Tjumen’ si è svolta una manifestazione in sostegno di Bondarenko e degli altri candidati esclusi, con la richiesta di interrompere la rimozione dei politici più popolari e garantire pari accesso alle elezioni. Le proteste e le prese di posizione delle strutture regionali del KPRF hanno portato il dissenso dentro la stessa architettura partitica russa, alimentando la sfiducia nella trasparenza e nella competitività del voto.
La posizione attuale è questa: alla vigilia delle elezioni per la Duma di Stato, Jabloko è stato escluso con tutti i suoi 269 candidati, mentre figure di rilievo del KPRF sono state cancellate, private del diritto di candidarsi o sottoposte a pressione istituzionale.