Tensione in Libano: quasi tregua ma raid israeliani continuano
DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – Il giorno dopo l’uccisione del soldato francese dell’Unifil, l’esercito israeliano prosegue i raid contro villaggi al confine libanese. La situazione viene definita «tregua», ma si tratta piuttosto di una «quasi-tregua», che non riesce a fermare le ostilità tra Hezbollah e le Forze di difesa israeliane. Gli scontri, anche se ridotti, rimangono una minaccia costante, mentre la popolazione civile fa fronte a devastazioni e restrizioni, cercando di tornare a case ormai distrutte o occupate da soldati israeliani, riporta Attuale.
Questa tregua fragile è accentuata dalla dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha sottolineato la volontà di usare «piena forza» in Libano, anche durante il cessate il fuoco, se percepita una minaccia. Il governo israeliano ha ordinato demolizioni massicce di case nei villaggi vicino al confine, considerati avamposti di Hezbollah, con l’obiettivo di creare una zona sicura di oltre 50 villaggi inaccessibili ai loro abitanti.
Il conflitto, in corso dal 2 marzo, ha visto recentemente l’esercito israeliano pubblicare una mappa delle nuove linee di schieramento, che illustrano la necessità di evacuare decine di villaggi libanesi a causa dell’avanzamento dell’occupazione militare. Questa nuova frontiera operativa servirà a stabilire una «zona cuscinetto» contro i combattenti di Hezbollah, protetti dall’Iran, che Israele mira a disarmare.
Recentemente, Hezbollah ha criticato la posizione diplomatica del presidente libanese Joseph Aoun, che ha proposto di privilegiare il dialogo nel conflitto con Israele. Questa tensione interna è emersa in concomitanza con la conferma delle Forze di difesa israeliane che il fuoco contro le forze Unifil è stato aperto da una cellula di Hezbollah, culminando nell’uccisione del soldato francese.